I danni -e un vantaggio- dell’Eyjafjallajokull
Un’eruzione minore sta avvenendo dal vulcano Eyjafjallajokull, in Islanda. Dopo che i traffici aerei hanno ripreso in quasi tutta Europa, l’aeroporto di Heathrow resta invece inattivo. E sembra che una nuova nube di cenere si stia dirigendo verso l’Inghilterra, anche se di entità molto minore.

La nube di ceneri vista dal satellite sopra il nord Europa
Oltre le polemiche delle compagnie aeree più grandi che accusano i sistemi di rilevamento automatici delle polveri di allarme parzialmente ingiustificato, bisogna considerare anche i vantaggi di breve periodo che hanno avuto le compagnie low-cost. C’è stata una polemica, molto smorzata, sul fatto che gli aiuti statali aiuteranno le grandi compagnie a restare in piedi penalizzando le piccole. Tuttavia bisogna considerare che le low-cost, a meno che si paghi per avere una garanzia in più, non hanno il dovere di rimborsare il biglietto. Se perdi un volo, o se la compagnia lo cambia, non puoi chiedere i soldi indietro.
E in questi giorni, molte persone non avranno prenotato, ma molte altre avevano già pagato e fatto il check-in online, e non hanno potuto essere rimborsate. Gli steward, le hostess e parte del personale di volo, già sottopagato per mantenere bassi i prezzi, rimarranno a casa in questi giorni senza prendere un soldo, mentre l’azienda, senza spendere nulla, avrà in tasca i profitti degli sfortunati viaggiatori.
Altro problema: il commercio. Laddove quello aereo ha avuto un boom, a causa dello smantellamento di centinaia di navi cargo durante la crisi, ora invece è fermo. La transizione di merci nel mondo sta affrontando uno stop con perdite notevoli. Le industrie tessili del Bangladesh e quelle di cellulari della Corea del Sud hanno dovuto rallentare i propri ritmi o addirittura fermarsi, per mancanza di materia prima nei magazzini. Stessa storia per la Cina e il Giappone, dove diverse fabbriche hanno ritardato la produzione. Il danno per le compagnie aeree in Asia a causa della cenere del vulcano islandese è stimato sui 40 milioni di dollari al giorno.

Lo scioglimento improvviso di un ghiacciaio presso il vulcano ha provocato diverse esondazioni di fiumi in Islanda
Giustizia all’italiana, qualche sorpresa dai dati

Come cambia la giustizia in Italia? L’ultima relazione Istat, riguardante l’anno 2000, dà un quadro variegato del panorama nella Penisola.
Scopriamo per esempio che i reati denunciati verso italiani è dell’80%, e solo il 20% verso stranieri. Parte di essi, poi, appartenenti alla Comunità Europea. Osserviamo pure che sono meno presenti i reati piccoli, grazie alla depenalizzazione dei reati minori voluta all’epoca. Ma entriamo un attimo nel dettaglio.
I delitti denunciati dall’Autorità giudiziaria alle Forze dell’Ordine sono nel 62% dei casi furti. I delitti che concernono commercio di stupefacenti, contrabbando, truffe e rapine, insieme, rappresentano invece il 5% dei totali. Il resto della torta è rappresentato da altri delitti. E’ possibile spiegare questa differenza per il fatto che il furto è un reato che una persona commette verso molte vittime, quindi ci saranno molte denunce. Per quanto riguarda droghe e crimini di colletti bianchi, invece, le persone da giudicare sono di solito poche e più difficili da individuare.
In totale sono state denunciate più di 650.000 persone, di cui circa 17.000 minori. Un’altra piaga della società che cresce enormemente di anno in anno. E’ curiosa e preoccupante la notizia che il 2% degli assassini, solo nel 2000, aveva meno di 18 anni di età. Mentre per i furti in appartamento, questa percentuale sale fino al 17%. Ma di tutti i minori denunciati, solo il 23% erano stranieri.
Le due regioni più popolate d’Italia, Lombardia e Lazio, hanno chiaramente la maggior concentrazione di reati, seguite da Piemonte, Campania e Sicilia. Parliamo sempre di reati denunciati, e non di reati commessi in generale, non potendo avere questo dato.
Mentre gli omicidi si registrano prevalentemente in Campania (163), Sicilia (86), Puglia e Calabria (84), ma subito dopo in Lombardia, quest’ultima regione è invece al primo posto per i reati sessuali e i furti, e solo al secondo posto per le rapine.
Radio Rasd, voce del Sahara Occidentale
Nel deserto i confini sono segnati solo sulla mappa. Il confine tra il Marocco e l’Algeria è sempre stato uno dei più bollenti, le tribù tuareg si spostano da uno Stato all’altro senza un vero controllo, perché i governi non esistono in queste zone.

La bandiera del Sahara Occidentale
Il Marocco è diviso in due, anche se da qualche tempo a questa parte alcuni membri dell’ONU -ma non l’istituzione – hanno dichiarato che esistono due Stati diversi: il regno marocchino a nord, e il Sahara Occidentale a sud. I governanti di Rabat, la capitale del Marocco, non sono d’accordo e considerano il territorio conteso come appartenente a loro. E’ una lotta che prosegue da decenni ma, praticamente, non c’è un vero e proprio controllo statale in questa porzione di Sahara.
Il territorio non è però così desertico come si pensa, solo la parte interna, al confine con l’Algeria, ha queste caratteristiche. Il resto consente varie attività di agricoltura e allevamento che permettono un certo sostentamento alla popolazione.
Al contrario del Marocco, qui si parla spagnolo. Il Sahara Occidentale infatti è stato colonia della Spagna fino al 1976, quando fu cacciata e annessa al resto dello Stato. L’ONU ha fissato diverse volte dei referendum per definire l’autonomia del Paese, ma non si sono mai svolti.

Una foto storica della lotta armata per l'auto-determinazione dei Sahrawi
Lo spagnolo è anche la lingua che si legge sul sito di Radio Rasd – che trasmette nell’arabo locale, una specie di dialetto – ed è un modo per distinguersi da Rabat, dove la seconda lingua ufficiale è il francese. Rasd è il nome ufficiale del Fronte Polisario, il movimento di guerriglia che ha cercato con la violenza, negli anni ’90, di ottenere l’indipendenza del territorio.
La radio dunque trasmette i bollettini ufficiali del Fronte, ma anche un certo tipo di musica berbera, proibita in Marocco, che parla dei loro problemi e delle difficoltà del popolo dei sahrāwī. I quali hanno la sfortuna di abitare in un territorio ricco di fosfati, minerali che fanno a gola al Marocco. Radio Rasd, per quanto politicamente schierata, è un mezzo per sentirsi un po’ più liberi dentro un territorio in cui la pace è sempre in bilico.
Steven Seagal accusato di abusi sessuali

Steven Seagal è sotto accusa dall’ex modella Kayden Nguyen, che lo ha accusato di abusi sessuali e traffico di donne per scopi sessuali.
Ora Seagal affronterà il processo. E’ stato denunciato per danni di almeno un milione di dollari dalla Nguyen, sua ex assistente. Dopo essere stata assunta, ha dichiarato, Seagal si è aspettato da lei il ricambio di un favore sessuale.
La Nguyen ha dichiarato, inoltre, che Seagal aveva donne russe che erano sempre disponibili per i suoi bisogni sessuali 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, e lei stessa sarebbe stata assunta per rimpiazzare una di queste “assistenti” russe.
E non è tutto. La Nguyen ha affermato anche che ha lasciato i suoi averi a casa di Seagal, il quale le avrebbe detto che non le avrebbe riavuti se non avesse firmato un documento con la promessa di non denuciarlo.
Resta da vedere se l’attore di film d’azione a base di ecologia e valori morali non abbia ecceduto, a forza di fare il buono, nell’altro estremo. Oppure che l’ex modella, come in qualche film già visto, per vendetta abbia inventato tutte le accuse.
Quando la finanza americana è aggressiva
Merril Lynch torna all’attacco in Italia, con tutti i problemi che ha dimostrato di avere. Nel 2008 aveva procurato dei danni alla FIAT, abbassando l’obbiettivo di redditività dell’azienda, considerato eccessivo, e facendo di conseguenza crollare il titolo in borsa. Poco prima che la stessa Lynch subisse il tracollo per le cause che hanno innescato la crisi economica internazionale.
Intanto, col passare del tempo, sono arrivati i finanziamenti dal governo americano per non farla fallire. Ma fu costretta a vendersi a Bank of America (BoA) per poco, per evitare di fare una figura eccessivamente cattiva davanti al popolo americano.
Le vicende giudiziarie tuttavia sono lontane dall’essere finite, essendo coinvolti così tanti attori e soldi.
La SEC (Securities and Exchange Commission) ha presentato il 4 Febbraio una mozione per ottenere dal tribunale la ratifica dell’accordo proposto a Bank of America circa lo scandalo bonus di Merrill Lynch. Bank of America dovrà pagare 150 milioni dollari per risolvere la questione riguardante la mancata informazione ai propri investitori circa il pagamento di un bonus.
Inoltre è stato aggiunto che essa non informò adeguatamente i propri azionisti circa le perdite finanziarie di Merrill Lynch, prima che questi approvassero la fusione per incorporazione della società nel dicembre 2008.
Il giorno prima, invece due ex funzionari di Merrill Lynch e Dexia-Crediop sono stati indagati per truffa aggravata ai danni della Regione Puglia in una inchiesta della procura di Bari per una vendita di derivati all’ente regionale per far fronte a un debito della Sanità nel 2003-2004. La vicenda è diventata nota per il fatto che i contratti -in inglese – che stipulavano questi derivati sono stati firmati da un delegato che non conosceva questa lingua.
Per questo motivo e per altre vicende che sono sfociate in casi giudiziari, il Pm di Bari ha fatto la clamorosa richiesta che Merril Lynch sia esclusa da contratti con la pubblica amministrazione italiana per due anni. Come un’espulsione. Il Pm ha anche ordinato alla polizia tributaria della Guardia di Finanza di Bari il sequestro di 73,3 milioni in titoli nei confronti della banca americana.
Tuttavia, l’azienda torna al contrattacco in questi giorni. Nell’ultima riunione di Telecom Italia con i consiglieri esecutivi della società, c’era anche il numero uno di Merril Lynch Italia. Questa sarebbe da tempo titolare di un mandato per occuparsi del riassetto della rete. Ma dagli ultimi dati si legge che l’utile ricavato dalle azioni della banca, nel quarto trimestre 2009, ha avuto una perdita quasi dell’un percento. Certo, un dato positivo rispetto al quasi meno dieci percento dello stesso periodo del 2008.
Tuttavia si vuole veramente affidare ancora una volta un’operazione finanziaria, o manageriale, ad un’azienda che naviga in così cattive acque, sia monetarie che morali?
Merril Lynch torna all’attacco in Italia, con tutti i problemi che ha dimostrato di avere. Nel 2008 aveva procurato dei danni alla FIAT, abbassando l’obbiettivo di redditività dell’azienda, considerato eccessivo, e facendo di conseguenza crollare il titolo in borsa. Poco prima che la stessa Lynch subisse il tracollo per le cause che hanno innescato la crisi economica internazionale.
Intanto, col passare del tempo, sono arrivati i finanziamenti dal governo americano per non farla fallire. Ma fu costretta a vendersi a Bank of America (BoA) per poco, per evitare di fare una figura eccessivamente cattiva davanti al popolo americano.
Le vicende giudiziarie tuttavia sono lontane dall’essere finite, essendo coinvolti così tanti attori e soldi.
La SEC (Securities and Exchange Commission) ha presentato il 4 Febbraio una mozione per ottenere dal tribunale la ratifica dell’accordo proposto a Bank of America circa lo scandalo bonus di Merrill Lynch. Bank of America dovrà pagare 150 milioni dollari per risolvere la questione riguardante la mancata informazione ai propri investitori circa il pagamento di un bonus.
Inoltre è stato aggiunto che essa non informò adeguatamente i propri azionisti circa le perdite finanziarie di Merrill Lynch, prima che questi approvassero la fusione per incorporazione della società nel dicembre 2008.
Il giorno prima, invece due ex funzionari di Merrill Lynch e Dexia-Crediop sono stati indagati per truffa aggravata ai danni della Regione Puglia in una inchiesta della procura di Bari per una vendita di derivati all’ente regionale per far fronte a un debito della Sanità nel 2003-2004. La vicenda è diventata nota per il fatto che i contratti -in inglese – che stipulavano questi derivati sono stati firmati da un delegato che non conosceva questa lingua.
Per questo motivo e per altre vicende che sono sfociate in casi giudiziari, il Pm di Bari ha fatto la clamorosa richiesta che Merril Lynch sia esclusa da contratti con la pubblica amministrazione italiana per due anni. Come un’espulsione. Il Pm ha anche ordinato alla polizia tributaria della Guardia di Finanza di Bari il sequestro di 73,3 milioni in titoli nei confronti della banca americana.
Tuttavia, l’azienda torna al contrattacco in questi giorni. Nell’ultima riunione di Telecom Italia con i consiglieri esecutivi della società, c’era anche il numero uno di Merril Lynch Italia. Questa sarebbe da tempo titolare di un mandato per occuparsi del riassetto della rete. Ma dagli ultimi dati si legge che l’utile ricavato dalle azioni della banca, nel quarto trimestre 2009, ha avuto una perdita quasi dell’un percento. Certo, un dato positivo rispetto al quasi meno dieci percento dello stesso periodo del 2008.
Tuttavia si vuole veramente affidare ancora una volta un’operazione finanziaria, o manageriale, ad un’azienda che naviga in così cattive acque, sia monetarie che morali?
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