Padroni ricchi e poveri studenti. Una lotta impari.

Pubblicato su Italia con i tag, , , il Aprile 21, 2008 da ecultic

Da cosa possiamo conoscere la condizione di uno studente? Dall’affitto che paga. O meglio, molte volte, che “non paga”.

In primavera a Bologna i giovani inquilini tirano le somme della convivenza con altre persone e delle case in cui vivono, e scelgono se rimanere dove sono oppure, in estate o in autunno, traslocare con la speranza di un posto migliore.

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E’ tutto vero

Pubblicato su Italia, asia, diritti umani, elezioni con i tag, , , , , , , , il Aprile 15, 2008 da ecultic

Non c’è possibilità di trucco o inganno, questa volta. Questa volta, sospetti o meno, il PDL ha vinto con regolarità.

Io emigro. In realtà no, non ho l’intenzione, e andare all’estero per tempo indefinito è solo una scusa per stare un po’ lontano da questo Paese soffocante, senza aspettative e ora quasi senza più speranze, almeno per i prossimi anni.

Veltroni non era meglio di molto, ma avrebbe portato -forse- alcuni cambiamenti positivi (e tanti altri no). Il PDL ne porterà, sempre secondo la mia opinione, molti negativi. Il precariato peggiorerà, l’economia del Paese sprofonderà, le promesse non saranno mantenute ovviamente, la mafia dilagherà, la giustizia smetterà definitivamente di esistere grazie alla sua “riforma”. Io, per ora, posso dire che scappo. Anche se credo che non si debba abbandonare il proprio Paese a se stesso - senon altro per quei milioni di italiani onesti- è il momento di un esilio volontario, in attesa che qualcosa si possa fare. Ma non ho intenzione di far come quegli italiani all’estero che criticano e criticano e stanno al di là della frontiera.

A parte questo, possiamo dire una buona notizia: da noi non c’è la pena di morte. E per fortuna, dopo la distruzione del partitino di Ferrara, non c’è rischio che venga messa in discussione come altri valori fondamentali.

Un rapporto di Amnesty è stato pubblicato ieri, sulle esecuzioni capitali nel mondo. Sono state più di 1200. A guidare la lista degli stati con il più alto numero di esecuzioni è la Cina, seguita da Iran, Arabia Saudita, Pakistan e Stati Uniti. Da soli, questi cinque Paesi concentrano l’88 percento delle esecuzioni capitali di tutto il mondo. I paesi numeri uno degli USA, assieme agli USA stessi. Se non fa riflettere questo…

ps: incredibile ma vero, nelle elezioni in Nepal hanno vinto i maoisti… ecco che si forma una nuova repubblica semi-comunista. Nuovi nemici?  :-)

Stop Segreto di Stato Stop Dopo 30 anni si aprono gli Archivi?

Pubblicato su Italia con i tag, , , , il Aprile 13, 2008 da ecultic

Da Reset-italia.net

La decisione del governo…Da maggio i misteri d’Italia, escono dalle casseforti degli 007.
Il Governo Prodi, annuncia che entro il 20 Aprile, sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.
Il caso Aldo Moro e tanti misteri italiani vedranno la luce?
Da Piazza Fontana, all’Italicus, ai lavori della residenza sarda dell’ex-Premier, Villa Certosa, tutto potrà essere consultato?
La desecretazione, dovrebbe riguardare tutti i segreti di Stato e nel futuro durerà al massimo 15 anni.
Leggiamo, quanto la titolata stampa cartacea, pubblica in prima pagina in queste ore e non perdetevi “le ultime Tre Righe“.
Buona lettura dal Vostro Cartapazio Bortollotti

Una importante notizia, sbuca fuori oggi, proprio durante la prima giornata di votazioni.

Il governo Prodi, lo annuncia con un taglio decisamente low profile, così lo definisce la stampa cartacea…Basso profilo! Ma dopo anni di battaglie durissime e di scontri tra i magistrati, gli 007 e la politica, finalmente è caduto il muro del segreto di Stato. Non sarà più eterno, com’è stato finora. Durerà al massimo 15 anni rinnovabili, con altri 15 con un decreto del presidente del Consiglio. Trenta in tutto, non uno di più. In un’intervista radiofonica, al Gr1 di Radio Rai, Enrico Micheli, sottosegretario alla presidenza con delega ai servizi segreti, rivela che il regolamento sul segreto di Stato, previsto dalla legge di riforma dell’intelligence, ha avuto il via libera. E poiché tutti, andando indietro di trent’anni, pensano subito al sequestro Moro, lui puntualizza: “Il decreto non riguarda esplicitamente quel caso, ma tutti i segreti di Stato che abbiano superato i trent’anni”.

Fatti due conti, e visto che il decreto dovrebbe essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale entro il 20 aprile, immediatamente le carte contenute nelle casseforti degli 007 e che riguardano i fatidici 55 giorni del sequestro di Aldo Moro, potranno essere liberamente consultate da chi, i familiari delle vittime, storici, giornalisti, uomini politici, avrà interesse a farlo. Sicuramente le carte del caso Moro, saranno le più richieste!
Un fatto è certo. Fatti gravissimi accaduti nello scorso secolo, dalla strage di piazza Fontana a quelle di Brescia e dell’Italicus, con il ruolo oscuro e depistatorio svolto dai servizi, potranno essere riletti. E stavolta, non potrà accadere quello che racconta l’ex capo della procura di Milano Gerardo D’Ambrosio, uno dei magistrati che indagò proprio su piazza Fontana…

Andreotti, rilasciò un’intervista, in cui annunciava che avrebbe aperto i cassetti dei servizi. Noi ci precipitammo a Roma e lui ci disse di andare dal capo del Sid, Vito Miceli, che ci ricevette subito con un “che vi serve?“. “Entrare negli archivi” rispondemmo noi. E lui “Eh no, impossibile. Ditemi che vi serve, noi lo cerchiamo e ve lo diamo”. Così la storia è raccontata all’epoca!
Gerardo D’Ambrosio, è soddisfatto della legge, ma scettico sui risultati: “Era ora che anche in Italia si approvasse una norma come questa, ma bisogna vedere che cosa ci fanno trovare. Gli 007 sono talmente burocratici che incartano tutto, ma le carte scottanti forse non ci sono più”.
È la stessa previsione dell’ex pm Felice Casson, protagonista di duri contrasti con i servizi: “La riforma è epocale, soprattutto perché avrà un effetto positivo per il futuro. Se già adesso si sa che le carte dovranno essere pubbliche, non si verificheranno più depistaggi. Quanto al passato invece credo che negli archivi degli 007 ormai ci sia ben poco. Su stragi come piazza Fontana, Brescia e Bologna dai cassetti dei servizi non verranno scoperte che potranno mutare gli accertamenti fatti nel corso dei processi”.
Le voci critiche e i dubbi sulla riforma, però non mancano.

L’ex pm Antonio Di Pietro, avrebbe voluto un termini più stretto: “Per me 30 anni sono decisamente troppi, è solo un modo per non svelare nulla. Il segreto è comprensibile nell’immediatezza dei fatti per tutelare l’interesse pubblico, ma subito dopo ci vuole il controllo democratico. I depistaggi e l’uso strumentale dei servizi avrebbe consigliato un sistema diverso, per esempio affidare al Copaco la possibilità di far cessare il segreto anche dopo tre mesi”.
L’ex presidente della commissione Stragi, Giovanni Pellegrino, che ancora aspetta di veder resi pubblici i documenti sul caso Moro, che pure nel 2001 aveva desecretato, è preoccupato dall’applicazione concreta del regolamento: “Temo che qualcuno, in modo restrittivo, possa dire che un documento trovato oggi, ma rispetto alla stesura del quale sono già passati 30 anni, possa essere invece oggetto di un nuovo sigillo di segretezza“. Un dubbio che appare smentito dalla stessa formulazione del decreto che “libera” i documenti 30 anni dopo il vincolo di segretezza, apposto dagli 007 oppure opposto dai magistrati dal presidente del Consiglio. Vedremo nei prossimi giorni, dalla Gazzetta Ufficiale, se l’Italia riuscirà a leggere il suo passato?

Avremo delle sorprese? Vedremo!

Sembra invece destinato a durare a lungo, anche con la nuova disciplina, il segreto sui lavori effettuati a Villa Certosa, la residenza sarda di Silvio Berlusconi, imposto nel 2005, per esigenze di “protezione e sicurezza“, dell’allora presidente del Consiglio. Fra 30 anni, sapere non servirà più!

Cartapazio Bortolotti

Nepal, nuova democrazia

Pubblicato su asia, elezioni con i tag, , , , , , il Aprile 11, 2008 da ecultic

Dopo decine di anni di guerra civile, il piccolo stato del Nepal si è recato al voto per eleggere i rappresentanti di questa nuova democrazia. La guerra ha contrapposto la parte monarchica (parlamentare) a quella maoista, in netta minoranza ma possidente di parte dell’est del paese.

Dopo anni di stallo, nel 2001 il re e la sua famiglia vennero uccisi in modo oscuro. Si installò sul trono il fratello, Gyanendra, da molti considerato coinvolto nella strage, e il Nepal venne sommerso dal caos. I maoisti lanciarono un’offensiva, venne proclamato lo stato d’emergenza. Nel 2002 lo stato non venne rinnovato, il Parlamento si sciolse e dovettero essere convocate nuove elezioni. La guerra continuò a più riprese fino all’estate del 2004, in cui i maoisti circondarono la capitale , Kathmandu. Il re nel 2005 proclamò nuovamente lo stato d’emergenza, stringendo la chinghia sulla popolazione e assumendo di fatto tutti i poteri. In seguito alle pressioni della comunità internazionale -il Nepal non possiede grandi ricchezze economiche appunto- indussero il re a revocare lo stato d’emergenza.

La guerra continuò fino al 2006, in cui il re fu costretto a ripristinare il Parlamento; partirono le trattative con la guerriglia per un cessate il fuoco e per la pace. Fu firmato un accordo per un governo di transizione con la partecipazione di membri della guerriglia. A più riprese, l’accordo è rispettato e violato. Infine, i maoisti decidono di lasciare il potere finché non sia abolita la monarchia. Cosa che poi è stata fatta. La monarchia è caduta, i maoisti sono entrati in Parlamente, seppur come minoranza. Ora agli elettori nepalesi la parola.

Intervistato dal New York Times, il leader dei maoisti, Prachanda, afferma che comunque andranno le elezioni, rispetteranno il patto che hanno fatto col popolo e con l’assembla costituente. Probabilmente saranno una forte minoranza. Il pre-elezioni è stato violento, molti seggi sono stati distrutti e ci sono state due vittime. I monarchici hanno sollevato grandi proteste, ma non solo loro. Tuttavia, gli osservatori internazionali constatano la regolarità delle votazioni.

Il Nepal ha anche altri problemi: il Paese è piccolo ma pieno di minoranze che ora cercano un riconoscimento. Un esempio viene dagli automisti madhesi, i quali una volta che si è creato un ambiente stabile, hanno paralizzato la società con uno sciopero di due settimane, ora risolto, che aveva minato il processo elettorale.
Lo sciopero era stato indetto da tre gruppi rappresentanti l’etnia madhese dominante nelle valli meridionali del Nepal (Terai) che chiedeva una maggiore autonomia regionale e una maggiore rappresentanza politica. C’è chi però rimane scettico: Kunda Dixit, redattore del ‘Nepali Times’, ha affermato che “l’acordo con i gruppi civili moderati risolve solo metà del problema, l’altra metà è cosa fare con i gruppi militanti”.

Fa’ la cosa giusta!

Pubblicato su diritti umani con i tag, , il Aprile 10, 2008 da ecultic

Com’è strana l’ONU

Pubblicato su ONU, diritti umani con i tag, , , , , , , il Aprile 10, 2008 da ecultic

L’otto Aprile a Roma, con varie migliaia di persone, è stata tenuta una simulazione dell’Assemblea generale dell’ONU. In Assemblea Plenaria gli studenti, provenienti da nove paesi europei (Germania, Austria, Cipro, Russia, Danimarca, Svezia, Italia, Ungheria, Polonia) hanno discusso di varie risoluzioni. Quella più accesa è stata quella di chiusura dell’embargo di Cuba in cambio del commissiariato delle Nazioni Unite, confrontando le due posizioni e votando. Nessuna unanimità, ma la risoluzione è passata. Dispiaciuti i cubani, che si sono lamentati di essere o sotto l’embargo USA, oppure colonia americana.

L’età è variegata ma bassa, dai 16 ai 20 anni. E’ un progetto preparato dalle scuole, con tutta la procedura, metodi e lingua inglese necessari.

Il progetto è chiamato RIMUN, è nato nel 2006 in Italia ed è già diffuso in molte città internazionali da molto tempo. E’ una simulazione per capire come funziona questo organismo, debole ma non inutile; delle difficoltà di far combaciare i vari punti di vista.

L’ONU ha all’attivo ora decine di missioni in tutto il mondo, senza contare il fondo alimentare (FAO) che manda aiuti in almeno 20 paesi. Tuttavia, le decisioni che riguardano i problemi mondiali sono bloccate dal diritto di veto, quasi sempre per motivi d’interesse economico piuttosto che di valore della carta delle Nazioni Unite. Il gioco della simulazione non è soltanto un gioco, ma serve a comprendere il valore potenziale ed effettivo di questa istituzione. Anche per capire che modificando le proprie scelte, a lungo andare, può modificare il proprio Paese. E l’equilibrio internazionale può virare anche se un poco di più verso la positività.

Volete fare un quiz? Il sito delle Nazioni Unite ne propone uno: clicca qui!

Renne infuriate

Pubblicato su poesia con i tag, il Aprile 9, 2008 da ecultic

Renne infuriate che sovrastate il mare
fate che il vostro sacrificio
non sia vano come a voi sembra
illuminate la ragione pura
del perfetto e sempre incompleto
spirito vitale
voi che purezza non cercate ma
vi arrendete allo scontro frontale

La natura umana

Pubblicato su poesia con i tag, , , il Aprile 3, 2008 da ecultic

è un chiaro segno
la natura umana,
per quanto si possa
avvicinare allo Spirito
resta sempre colmo
di stranezze
il peso specifico
dell’anima
non transige sull’astratto
dell’animale che noi siamo

ma il comportamento umano
è solo illusione, nessuno
è incompleto con lo Spirito
e l’unione
governa il Tutto
come può un’anima
riflettersi nell’uomo?

Ma il biodiesel è la soluzione?

Pubblicato su biodiesel con i tag il Aprile 3, 2008 da ecultic

Non aggiungo niente di nuovo, mi basta mettere a conoscenza che il biodiesel, tanto decantato carburante del futuro - una volta che il petrolio costerà troppo - non è per niente sostenibile, come risorsa. E’ vero che si basa su coltivazioni del tutto innocue.
Ma è sufficiente pensare a quanto petrolio viene consumato sul pianeta, per immaginare quanti ettari di grano o mais ci vogliano per produrre una benzina necessaria a tutti. Statistiche dicono che già nel 2006 si è raggiunto il picco di produzione.
E non è solo questo il problema. Dove un campo viene usato a biodiesel, un altro campo viene sottratto alla coltivazione per alimenti.
Raccolgo per esempio la notizia che in Indonesia migliaia di fabbriche interessante nella produzione e commercializzazione della soja stanno chiudendo e hanno indetto uno sciopero di tre giorni per catalizzare l’attenzione sul problema.
Il prezzo della soja, alimento base per il paese indonesiano così come da noi lo è sono il pane e la pasta, è raddoppiato rispetto a fine 2007. L’aumento del prezzo sul mercato asiatico deriva dalla mancata produzione negli Usa, dove i ‘farmers‘ oramai puntano in massa sul grano come combustibile, e hanno trasformato i campi di soja in campi di questo cereale.

Magdi Allam cattolico?

Pubblicato su Chiesa Cattolica, Islam con i tag, , , , , , il Marzo 27, 2008 da ecultic

Magdi Allam è passato al cattolicesimo. Sue parole, perché l’Islam è una religione “fisiologicamente violenta” e “storicamente conflittuale”. Il vice-direttore del Corriere della Sera ha fatto una cosa giusta? Per chi? Per la parte di lettori che rappresenta, l’ “elite” economico-finanziaria italiana? Quindi, vendere più copie? O è veramente una scelta personale? Vista l’importanza del personaggio, spero per la seconda ipotesi.

Ma chi ne ha beneficiato? Si ritrova spiritualmente in una religione che per secoli è stata l’epicentro delle violenze in mezzo mondo, e che ora prosegue la sua opera “civilizzatrice” in Cina - oltre a tutte le speculazioni finanziarie in mezzo mondo? Perché, dunque, non Protestante? Solo perché è in Italia, e in Italia comanda la Chiesa Cattolica? A me sembra proprio di sì. L’Islam, inoltre, è tutt’altro che una religione violenta. E’ violenta come il cristianesimo, anche solo per il fatto che Maometto ha riconosciuto Cristo e gli altri profeti ebraici come precursori religiosi. Se non fossero due religioni per la maggior parte degli aspetti uguali, potremmo dire che l’Islam è il successore naturale. Ma di certo il Papa, specialmente questo Papa, non rappresenta Cristo. Così come l’interpretazione del Corano estremista di molti paesi arabi non rappresenta l’ispirazione divina di Maometto. Se ci si allontana per un attimo dalle religioni ufficiali, e si cerca un po’ più dentro il nostro cuore, Dio è lì, e aspetta solo di essere trovato.