Aggiornamento: il caso Turchia
Sulla scìa dell’articolo sul presunto complotto in Turchia, ecco l’ultimissima.
Con uno sguardo rivolto all’Europa il presidente turco Gul approva la controversa legge che prevede la riduzione dei poteri ai tribunali militari. L’opposizione e l’establishment militare annunciano il ricorso alla Corte Costituzionale mentre Gul sottolinea l’importanza di questa legge per adeguare la Turchia agli standard di Bruxelles.
Il tema è scottante. Il provvedimento ribattezzato dalla stampa “la legge di mezzanotte”, aprirà la strada al processo nei tribunali civili degli autori del presunto progetto eversivo emerso il mese scorso e preparato secondo le accuse, con lo scopo di screditare l’esecutivo filo-islamico di Erdogan.
La legge arriva in un momento in cui i rapporti fra il governo filoislamico e le forze armate sono più delicati che mai. Da una parte ci sono le accuse di incostituzionalità dei militari, dall’altra l’esecutivo che sottolinea l’importanza di questa legge per adeguare il Paese alle norme europee.
(euronews)
Assolto Pino Maniaci, direttore di Telejato contro la mafia

Pino Maniaci
“Adesso mi aspetto altri attacchi da parte dei miei detrattori”. Sono queste le prime parole di Pino Maniaci dopo la pronuncia della sentenza che lo ha assolto dall’accusa di esercizio abusivo della professione giornalistica, grazie all’articolo 21 della Costituzione, che garantisce la libertà di stampa, al di là di ogni tesserino.
Maniaci era stato accusato di esercizio abusivo della professione per non essere iscritto all’Ordine dei giornalisti. Subito era scattata la solidarietà di colleghi e associazioni di categoria incredule di fronte a una simile accusa nei confronti di un cronista che, pur senza tesserino, ha sempre dato lustro alla categoria con inchieste scomode sulla mafia, tanto da dover vivere sotto scorta. La mobilitazione aveva fatto si che Maniaci richiedesse l’iscrizione all’Ordine siciliano e, a maggio, venisse iscritto all’albo dei pubblicisti.
Entusiasta anche il segretario dell’Ordine nazionale Enzo Iacopino. Sono grato al giudice di Partinico che nella motivazione dell’assoluzione ha voluto affermare che negli anni, l’attività dell’emittente Telejato si è caratterizzata per le sue campagne contro cosa nostra, nonché per la sua opera di informazione in altri servizi quali l’ambiente e le speculazioni sul territorio. È questo il giornalismo che piace all’Ordine nazionale”.
“Pino Maniaci non va lasciato solo. È una grande risorsa della stampa libera”. Così il senatore del Partito Democratico Giuseppe Lumia commenta le dichiarazioni dello stesso Maniaci secondo cui le famiglie mafiose di Borgetto, Montelepre, Partinico, Cinisi e Terrasini avrebbero in mente un piano per eliminarlo.
Il 27 Giugno, sempre a Palermo dove è avvenuta la sentenza, uno dei componenti dell’Osservatorio della legalita’ di Partinico Antonio Pollara e’ stato fermato e malmenato per strada da uno sconosciuto. L’episodio risale a domenica scorsa ma si apprende adesso dal deputato regionale del Pdl, Salvino Caputo, componente della commissione regionale Antimafia che questa mattina ha incontrato Pollara per esprimergli solidarieta’ e invitarlo a proseguire il suo impegno.
L’aggressione “e’ un gesto preoccupante -ha detto Caputo- sia per le modalita’ sia per il chiaro messaggio indirizzato ad un esponente di primo piano nella lotta alla mafia nel Comune del palermitano. Quanto accaduto e’ la conferma che la mafia a Partinico ha ripreso l’attivita’ di controllo del territorio non esitando, cosi’ come e’ successo con Pino Maniaci di Telejato, a colpire ed intimidire gli uomini simbolo a Partinico della lotta contro la mafia”.
L’Ucraina diffida dei files del terrore del KGB
Migliaia di scatoloni, nel vecchio quartier generale del KGB in Ucraina, sono impilati dal pavimento al soffitto. Ciascuna scatola è accuratamente numerata e contiene centinaia di documenti: note di casi di nemici del precedente Stato sovietico.
Dietro ogni numero c’è una storia e una tragedia personale.
Volodymyr Viatrovych è il capo archivista. Apre una cartella piena di documenti: caso numero 4076. Al centro c’è una lettera, datata 1940 e indirizzata al “Compagno Stalin, il Cremlino, Mosca”.
Nikolai Reva voleva che Stalin sapesse riguardo ai fatti della grande fame del 1932-33, quando milioni morirono per il risultato della collettivizzazione forzata dai Sovietici.
Come molti al suo tempo, Reva credeva che Stalin era tenuto all’oscuro, e che se avesse saputo cosa stava succedendo, avrebbe sicuramente messo fine a tutto ciò. Ma questa lettera lo portò in un Gulag. Ne uscì 25 anni dopo. Molti altri ebbero un destino peggiore.
Un’altra foto mostro Ivan Severin, sparato alla testa dalle forze sovietiche. Sotto l’immagine, in una scrittura a mano molto nitida, è scritto: “Liquidato, 3 Aprile 1947″.
Viatrovych e il suo team stanno aiutando le persone a capire che è successo a parenti e amori perduti, spesso a decenni di distanza da quando sono scomparsi. Ma il Servizio di Sicurezza Ucraino (SBU), ora incaricato dei files, li sta declassificando con selezione. Si stanno concentrando sui casi più vecchi, come il “liquidato” Severin, che era parte di una guerriglia contro il governo sovietico nell’Ucraina dell’ovest, dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Le autorità si stanno preparando per affrontare un processo contro la carestia e la fame, o Holodomor come è chiamato in Ucraina, anche se è dubbio che ci sia qualcuno ancora vivo da accusare in tribunale.
Ma il capo dell’SBU spera questo sia solo l’inizio. “Quando la Russia comincierà ad aprire i suoi archivi, ci sarà molta più verità riguardo alla vera Storia”, dice. Ma al momento, aggiunge, la Russia non si sta dimostrando molto cooperativa.
L’altro ostacolo è l’SBU in sé. Pur non essendo formalmente il successore dell’KGB in Ucraina, ha tuttavia un 20% degli impiegati che arrivano direttamente dalla vecchia agenzia segreta. Anche se sta cercando di reclutare un personale più giovane.
L’idea di rendere noto il passato come un processo curativo, ed escludere i membri del precedente regime da posizioni di potere – un processo noto come “lustrazione” – è promosso direttamente da alcuni membri dell’amministrazione ucraina. Ma è molto controverso.
Dmytro Tabachnyk, uno storico e avvocato d’opposizione, pensa che la questione sia assurda. “E’ una caccia alle streghe”, dice. “Cominciare un processo di lustrazione 18 anni dopo l’indipendenza potrebbe portare la società a rischio di una guerra civile.”
Nico Lange, il direttore tedesco della Konrad Foundation a Kiev, gli ucraini devono finire di incolpare i russi per il loro passato, e cominciare a guardare dentro il loro paese. “Gli ucraini hanno la tendenza a percepire se stessi come vittime di questi processi storici”.
“Ma il guardare veramente al passato comincia anche nel vostro ambiente: l’oppressione dal vostro stato, i delinquenti che sono la vostra stessa gente. Se farete questo lavoro, questo lavoro molto doloroso, la verità vi renderà liberi. E non inviterete nuovi dittatori ad opprimervi nuovamente”.
Ma ci sarà bisogno di molta unità nazionale in Ucraina per fare ciò. E potrebbe essere, per il momento, che vi siano ancora troppe persone vive e in posizioni di potere collegate al regime Sovietico, in un modo o nell’altro.
tratto da BBCNews
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