Stop Segreto di Stato Stop Dopo 30 anni si aprono gli Archivi?
La decisione del governo…Da maggio i misteri d’Italia, escono dalle casseforti degli 007.
Il Governo Prodi, annuncia che entro il 20 Aprile, sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.
Il caso Aldo Moro e tanti misteri italiani vedranno la luce?
Da Piazza Fontana, all’Italicus, ai lavori della residenza sarda dell’ex-Premier, Villa Certosa, tutto potrà essere consultato?
La desecretazione, dovrebbe riguardare tutti i segreti di Stato e nel futuro durerà al massimo 15 anni.
Leggiamo, quanto la titolata stampa cartacea, pubblica in prima pagina in queste ore e non perdetevi “le ultime Tre Righe“.
Buona lettura dal Vostro Cartapazio Bortollotti
Una importante notizia, sbuca fuori oggi, proprio durante la prima giornata di votazioni.
Il governo Prodi, lo annuncia con un taglio decisamente low profile, così lo definisce la stampa cartacea…Basso profilo! Ma dopo anni di battaglie durissime e di scontri tra i magistrati, gli 007 e la politica, finalmente è caduto il muro del segreto di Stato. Non sarà più eterno, com’è stato finora. Durerà al massimo 15 anni rinnovabili, con altri 15 con un decreto del presidente del Consiglio. Trenta in tutto, non uno di più. In un’intervista radiofonica, al Gr1 di Radio Rai, Enrico Micheli, sottosegretario alla presidenza con delega ai servizi segreti, rivela che il regolamento sul segreto di Stato, previsto dalla legge di riforma dell’intelligence, ha avuto il via libera. E poiché tutti, andando indietro di trent’anni, pensano subito al sequestro Moro, lui puntualizza: “Il decreto non riguarda esplicitamente quel caso, ma tutti i segreti di Stato che abbiano superato i trent’anni”.
Fatti due conti, e visto che il decreto dovrebbe essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale entro il 20 aprile, immediatamente le carte contenute nelle casseforti degli 007 e che riguardano i fatidici 55 giorni del sequestro di Aldo Moro, potranno essere liberamente consultate da chi, i familiari delle vittime, storici, giornalisti, uomini politici, avrà interesse a farlo. Sicuramente le carte del caso Moro, saranno le più richieste!
Un fatto è certo. Fatti gravissimi accaduti nello scorso secolo, dalla strage di piazza Fontana a quelle di Brescia e dell’Italicus, con il ruolo oscuro e depistatorio svolto dai servizi, potranno essere riletti. E stavolta, non potrà accadere quello che racconta l’ex capo della procura di Milano Gerardo D’Ambrosio, uno dei magistrati che indagò proprio su piazza Fontana…
“Andreotti, rilasciò un’intervista, in cui annunciava che avrebbe aperto i cassetti dei servizi. Noi ci precipitammo a Roma e lui ci disse di andare dal capo del Sid, Vito Miceli, che ci ricevette subito con un “che vi serve?“. “Entrare negli archivi” rispondemmo noi. E lui “Eh no, impossibile. Ditemi che vi serve, noi lo cerchiamo e ve lo diamo”. Così la storia è raccontata all’epoca!
Gerardo D’Ambrosio, è soddisfatto della legge, ma scettico sui risultati: “Era ora che anche in Italia si approvasse una norma come questa, ma bisogna vedere che cosa ci fanno trovare. Gli 007 sono talmente burocratici che incartano tutto, ma le carte scottanti forse non ci sono più”.
È la stessa previsione dell’ex pm Felice Casson, protagonista di duri contrasti con i servizi: “La riforma è epocale, soprattutto perché avrà un effetto positivo per il futuro. Se già adesso si sa che le carte dovranno essere pubbliche, non si verificheranno più depistaggi. Quanto al passato invece credo che negli archivi degli 007 ormai ci sia ben poco. Su stragi come piazza Fontana, Brescia e Bologna dai cassetti dei servizi non verranno scoperte che potranno mutare gli accertamenti fatti nel corso dei processi”.
Le voci critiche e i dubbi sulla riforma, però non mancano.
L’ex pm Antonio Di Pietro, avrebbe voluto un termini più stretto: “Per me 30 anni sono decisamente troppi, è solo un modo per non svelare nulla. Il segreto è comprensibile nell’immediatezza dei fatti per tutelare l’interesse pubblico, ma subito dopo ci vuole il controllo democratico. I depistaggi e l’uso strumentale dei servizi avrebbe consigliato un sistema diverso, per esempio affidare al Copaco la possibilità di far cessare il segreto anche dopo tre mesi”.
L’ex presidente della commissione Stragi, Giovanni Pellegrino, che ancora aspetta di veder resi pubblici i documenti sul caso Moro, che pure nel 2001 aveva desecretato, è preoccupato dall’applicazione concreta del regolamento: “Temo che qualcuno, in modo restrittivo, possa dire che un documento trovato oggi, ma rispetto alla stesura del quale sono già passati 30 anni, possa essere invece oggetto di un nuovo sigillo di segretezza“. Un dubbio che appare smentito dalla stessa formulazione del decreto che “libera” i documenti 30 anni dopo il vincolo di segretezza, apposto dagli 007 oppure opposto dai magistrati dal presidente del Consiglio. Vedremo nei prossimi giorni, dalla Gazzetta Ufficiale, se l’Italia riuscirà a leggere il suo passato?
Avremo delle sorprese? Vedremo!
Sembra invece destinato a durare a lungo, anche con la nuova disciplina, il segreto sui lavori effettuati a Villa Certosa, la residenza sarda di Silvio Berlusconi, imposto nel 2005, per esigenze di “protezione e sicurezza“, dell’allora presidente del Consiglio. Fra 30 anni, sapere non servirà più!
Cartapazio Bortolotti
Aprile 14, 2008 a 1:56 pm
ottimo, ma secondo voi tireranno fuori tutto, ma proprio tutto?
hmmm ho i miei dubbi
la mafia vaticana e lo ior?
i soldi piovuti dal cielo a berlusconi?
il terrorismo di stato e la strategia della tensione (poliziotti infiltrati nelle cellule terroristiche)
i servizi deviati?
le collusioni tra mafia e politica peraltro attualissime soprattutto nel centrodestra?
Aprile 16, 2008 a 8:15 am
ovviamente no. Verranno fuori solo le cose che non hanno più legami con il presente.
Però, se ci fosse qualche giornalista investigativo in gamba, avrebbe una base su cui iniziare -legale- e scoprire cose interessanti. Peccato che manchi un po’ questa categoria in Italia o, meglio, manchino i giornali disposti a pubblicare queste cose.
Certo, non ora con le elezioni appena fatte…