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Il Canada non è diverso

Il Canada si è conquistato, nelle Americhe, la fama di Paese organizzato, pulito, in crescita e soprattutto con tanto lavoro; sempre aperto agli immigrati.

E’ chiaro che questi target ne attirano da tutto il mondo. Ma, ovviamente, non è tutto ora quel che luccica. E’ giusto ricordare che siamo in America, dopo tutto, e il capitalismo la fa da padrona. Non c’è tanta distinzione di razza o appartenenza religiosa o altro – il 50% della popolazione è composto da immigrati di prima o seconda generazione – ma c’è comunque una distizione latente nelle menti di ognuno.

Il Canada, in fondo, non è molto diverso dai nostri paesi europei. Specialmente per quanto riguarda l’immigrazione, le politiche locali e nazionali si fanno sempre più strette. Mi hanno raccontato che, circa 10 anni fa e oltre, per arrivare qui come immigrato permanente (li chiamano landed immigrant), bastava compilare un modulo – e pagare le tasse – dichiarando in modo non spesso veritiero che lavoro si voleva svolgere, una volta arrivati. E’ chiaro che i lavori preferiti sono quelli di manovalanza, per un Paese che è in piena crescita e ha bisogno di nuove infrastrutture. Poi, una volta messo piede sul territorio, nessuno ti controllava – benché meno ora.

Invece, per essere landed immigrant oggigiorno, o devi lavorare due anni sul territorio -già cosa difficile, perché è dura ottenere un work permit nel frattempo – oppure avere un’ottima qualificazione lavorativa.

Uno, alla fine, si arrangia come può. Il Canada non è tanto diverso da molti altri Paesi, e ci sono vie traverse, restando nella legalità, che si possono sfruttare per rimanere. Ovviamente, essendo un Paese intelligente, se paghi al governo – e tanto – non è difficile restare.

Quindi, come immigrati poveri, si può fare la solita cosa che si fa in tutto il mondo: procurarsi una rete di contatti attraverso cui si può ottenere un lavoro, alla luce del sole -preferibilmente – o sotto banco. Favori che scambiano altri favori. I datori di lavoro canadesi, in pratica, preferiscono chi ha già esperienza (canadese). E chi è appena arrivato? Come si scrive su dreamingcanada, con il working-holiday visa non hai accesso a quasi nessuno dei programmi di assistenza governativa per gli immigrati. Solo, ci si può iscrivere a uno dei tanti centri di accesso al lavoro, che consistono in computer per cercare in internet, giornali con gli annunci, e una serie ininterrotta di -più o meno utili – incontri per aumentare le possibilità di ricerca.

Quindi io, che di mestiere qui in Canada mi sono inventato imbianchino per caso, prima di lasciare la casa dove sto ora, pitturerò una stanza di coloro che mi ospitano in modo da pagarmi la parte rimanente di affitto. Ok, me l’han chiesto loro. Ma ogni occasione è buona, per esempio per fare un favore al dentista, che costa un’occhio della testa anche qui. Una pulizia dei denti per due pareti.

23 Settembre 2008 Pubblicato da ecultic | Canada, immigrazione | , , , , | Ancora nessun commento.