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Attualità e cultura, dall'Italia e dal Mondo

Altro giro nella crisi. Ci si avvicina alle radici.

Un altro colpo della reazione a catena. Dopo l’annunciata bancarotta e “salvataggio” – temporaneo – dell’industria automobilistica, arriva la crisi del settore che sta dietro ad ogni macchinario, e non solo. Negli Stati Uniti, l’industria dell’acciaio è in profonda crisi.

La produzione è in calo dall’estate, e ora che gli impianti di produzione di automobili hanno ridotto drasticamente la quantità di “prodotti”, l’acciaio si vende ancora meno. Le industrie di questo metallo sono state tra quelle che hanno sorretto l’economia USA per vari decenni, con una delle categorie di operai più pagate, anche per l’ambiente di lavoro che costringe a stare a stretto contatto con fornaci e altoforni.

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Ora stanno aspettando il miracolo che porterà tutti fuori dalla crisi. Attendono Obama, e la sua promessa di rilanciare l’economia tramite la costruzione di nuove infrastrutture quali ponti, reti elettriche, scuole, ospedali, impianti di trattamento delle acque e trasporti pubblici rapidi, oltre che il rifacimento di strade e autostrade. L’acciaio fa parte di più o meno in ogni cosa in America, dalle case agli uffici alle macchine, dagli elettrodomestici alle prese delle lampadine.Gli industriali, per rilanciare i loro profitti, chiedono un investimento di almeno un trilione di dollari spezzato in due anni. E’ il minimo per garantire una continuità.

L’industria pesante ha bisogno di aiuto ora, e dal governo. Dal momento che le costruzioni e la manifattura sono scivolate giù, così ha fatto la produzione di acciaio, cadendo del 50% da Settembre. A fine Dicembre, la produzione era di 1.02 milioni di tonnellate a settimana, dalle 2.1 milioni di tonnellate il 30 Agosto, ha riportato l’Istituto Americano del Ferro e dell’Acciaio. Anche il prezzo per tonnellata dell’acciaio è crollato dela metà dalla scorsa estate.

Vi sono due tipi di impianti. Quelli piccoli, chiamati “minimills” , e quelli grandi, detti “integrated mills”. In questi ultimi, dovendo ridurre la produzione che rimane continuativa negli altri, l’efficienza dei forni non più a pieno regime cade velocemente. Quindi sono questi che stanno chiudendo, in cui 50.000 dei lavoratori -  il 40% circa di tutti gli operai dell’acciaio negli USA – sono rappresentati dal sindacato United Steelworkers. L’unione ha dichiarato che all’inizio di quest’anno si aspettano 20.000 esuberi. Diecimila sono già a casa.

Era dagli anni ‘80 che non c’era una produzione di acciaio così bassa negli USA. Erano gli anni chiamati Rust Belt (cinghie arrugginite), quando molte industrie dell’acciaio chiusero per la crescita di importazione di un acciaio di migliore qualità e minor costo. Gli investitori stranieri non trovano ormani nessun profitto nel rimettere a nuovo le compagnie Americane. Infatti l’importazione, che rappresenta circa il 30% del consumo interno negli Stati Uniti, sta calando mentre i clienti scompaiono.

Sicuramente non sarà l’ultimo anello della catena. Sicuramente è uno di quelli più grossi.

2 Gennaio 2009 Pubblicato da ecultic | Americhe, USA, banche, economie | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Ancora nessun commento.

Manifestazioni per Gaza: fermiamo i massacri.

La comunità palestinese di Lombardia (CPL)

L’Associazione dei Palestinesi in Italia (API)

organizzano

una manifestazione contro i massacri da Gaza ad opera dell’esercito israeliano, che sta uccidendo civili, bambini, donne, distruggendo case, ospedali, scuole e luoghi di culto.

Una manifestazione contro il silenzio internazionale e l’embargo totale alla Striscia di Gaza imposto da oltre due anni.

Per la fine dell’occupazione israeliane dei Territori palestinesi.

Invitano
tutti i cittadini, le forze  politiche e sociali

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MILANO,  Porta Venezia (metro rossa), corteo fino a Piazza San Babila

sabato 3 gennaio 2009, dalle ore 15.30
Aderiscono
Comunità palestinese lombardia, associazione dei palestinesi in Italia(API), abspp onlus, GEP, ADPI, Infopal, associazione Juthur, UCOII, Sezione Rifondazione Comunista Bergamo, Coordinamento Immigrati Bergamo, Movimento per il Bene Comune, Al-awda, Associazione Zaatar, Gza vivrà, Centro studi europei Ibn Sina – Torino

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Fermiamo il massacro dei palestinesi a Gaza

Basta con l’impunità del terrorismo di stato israeliano

Rompere ogni complicità politica, militare, economica tra lo stato italiano e Israele

Le bombe uccidono le persone, l’informazione manipolata uccide le coscienze

Sabato 3 gennaio 2009

Manifestazione a Roma

Ore 16.30 piazza della Repubblica corteo fino a Piazza Barberini

Prime adesioni:

Associazione Handala (Castelli Romani); Associazione Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese; Centro Iniziativa Popolare; CIRCI; Circolo Comunista “Stefano Chiarini”; Comitato Palestina nel cuore; Collettivo antagonista Primavalle; Disarmiamoli; Forum Palestina; Partito dei Comunisti Italiani; Partito della Rifondazione Comunista; Partito Comunista dei Lavoratori; Rete dei Comunisti; Sinistra Critica, Associazione dei Palestinesi in Italia, Andrea Alzetta, Claudio Ortale , Confederazione Cobas , Federazione RdB/CUB, Associazione per la pace, UCOII, European Campagn to end the Siege on Gaza , Infopal, Giovani Europei per Palestina (GEP), Abspp onlus

PER ADESIONI MAIL: stopmassacrogaza@libero.it

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Imperia

Pace e giustizia per Gaza

In questi ultimi due anni la popolazione di Gaza in particolare e tutto il popolo palestinese in generale hanno  subito una violenza inimmaginabile di cui la nostra stampa e televisione non parlano se non mistificando in maniera orrenda, e cioè non raccontano:

- le continue uccisioni di palestinesi, sia in Cisgiordania che a Gaza,
- la chiusura delle panetterie arabe per mancanza di farina e di gas,
- la mancanza di acqua potabile (causa l’inattività dei depuratori per
mancanza di carburante bloccato da Israele)
- l’assedio di Gaza che strangola l’esistenza di oltre un milione e mezzo di persone,
- l’impedimento della pesca di fronte alla coste gazesi,
-l’impossibilità di potersi curare per il blocco di Gaza

- le continue demolizioni di case palestinesi a Gerusalemme Est,
- i continui arresti politici per motivi ideologici
- brutalità dei coloni sionisti che occupano abusivamente (e con la  copertura militare    israeliana) sempre più vaste porzioni di territorio palestinese,
- la devastazione dell’economia e della vita degli arabi di Palestina

a causa di un’occupazione militare coloniale che è fuori da ogni regola internazionale.

Negli ultimi tre anni in cui non si è mai smesso di parlare di “trattative” di pace, 806 palestinesi. Sono stati uccisi da Israele. Le vittime causate dalla reazione palestinese sono state in tutto 19. Chiamare  tutto “conflitto” è improprio ed ingiusto, da una parte c’è la quinta potenza militare del mondo e dall’altra un popolo che spara qualche razzo scarsamente offensivo per testimoniare la sua volontà di resistenza.

Ma la guerra a “bassa intensità” non bastava ai politici di Tel Aviv  e nell’ultima settimana il bombardamento di Gaza City e del resto della Striscia ha ucciso oltre  400 persone, ne ha ferito più di 2000, causando immani distruzioni e l’aggravamento di una crisi umanitaria già drammatica.

Chiediamo l’immediata cessazione dei bombardamenti su Gaza, la fine del blocco della città, l’apertura di un tavolo di trattative che riconosca i legittimi rappresentanti del popolo palestinese come interlocutori.

Pace in Palestina, pace nel Mediterraneo

Presidio di protesta sabato 3.01 ore 15

Piazza Bianchi – Imperia Oneglia

CCII – Via Santa Lucia 64, 18100 Imperia – comul@uno.it

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Torino

sabato 3 gennaio 2009 ore 15 corso Giulio Cesare angolo via Andreis, a Torino
presidio contro l’aggressione israeliana alla Striscia di Gaza

al link sottostante una locandina con testo italiano, inglese e arabo

http://piemonte.indymedia.org/article/3743

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Altre manifestazioni

VICENZA , Sabato 03 Gennaio 2009
Fermiamo il massacro a Gaza
MANIFESTAZIONE
ore 14.00 alla Stazione Ferroviaria
BOLOGNA , Sabato 03 Gennaio 2009
Presidio in solidarietà con il popolo palestinese
ore 15.30 piazza Nettuno
PARMA , Sabato 03 Gennaio 2009
Presidio in solidarietà con il popolo palestinese
ORE 16.00, PIAZZA GARIBALDI
BARI , Sabato 03 Gennaio 2009
CONTRO LA PULIZIA ETNICA E IL TERRORISMO DI STATO ISRAELIANO
FERMIAMO IL MASSACRO DI GAZA!
MANIFESTAZIONE REGIONALE PUGLIESE
ORE 17.00 IN PIAZZA PREFETTURA

Pisa,Sabato 3 gennaio

presidio manifestazione

ore 17 piazza XX settembre, di fronte al Comune di Pisa

2 Gennaio 2009 Pubblicato da ecultic | Medio Oriente, diritti umani | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Ancora nessun commento.