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Riserve a rischio per il petrolio

Oil well in BahrainIl prezzo del petrolio è tornato a salire dopo che l’agenzia internazionale per l’energia (IEA) ha detto che potrebbe esserci una mancanza di scorte l’anno prossimo, quando la domanda ritornerà a salire.

Nobuo Tanaka, il direttore esecutivo della IEA, ha avvertito che potrebbe esserci una “crisi nei rifornimenti”.

Negli Stati Uniti il prezzo del greggio è salito da 65 centesimi a più di 38 dollari al barile. A ciò ha contribuito anche il fatto che venerdì è stato annunciato il pacchetto di stimoli che dovrebbe rilanciare l’economia USA. Il rinnovato ottimismo, probabilmente, ha fatto sì che la gente ora si possa permettere di pagare di più.

Tanaka ha detto che per il momento la domanda è veramente bassa, a causa della brutta situazione economica. “Ma quando l’economia tornerà a crescere, un recupero che verrà nel 2010 e più avanti, potremmo avere un’altra seria mancanza di riserve, se adeguati capitali non saranno investiti”, ha continuato.

Secondo Tanaka, la domanda mondiale di petrolio salirà di circa un milione di barili al giorno dal prossimo anno. E ha espresso il desiderio che l’OPEC non cerchi una rapida crescita del prezzo del greccio tagliando la produzione, perché un prezzo minore può “aiutare il recupero dell’economia”.

Quando è iniziata la crisi, tuttavia, il prezzo del petrolio è sceso enormemente, sembra quasi per pura naturalità, e solo successivamente l’OPEC ha iniziato a estrarre di meno, per non far scendere troppo il prezzo. E’ sensato affermare che non siano certo i paesi produttori di petrolio a decidere il prezzo, ma qualche altro potere che si è guardato bene da portare sull’abisso un sistema che stava già fuggendo di mano. E, soprattutto, ha cercato di evitare una rivolta contro una fonte energetica che garantisce ricchezza in quantità. Ma non a molti.

16 Febbraio 2009 - Pubblicato da ecultic | Medio Oriente, USA, economie | , , , , , , , , , , , , , , , | Ancora nessun commento.

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