La giornata di Beppe Grillo
Ho avuto modo di vedere l’intervento di Beppe Grillo alla sede degli Affari Costituzionali. L’intervento suo, quello degli altri membri, e il suo intervento finale, all’inizio un po’ confuso per via di alcune sue frasi forti.
Certo, a nessuno piace sentirsi dire che è vecchio culturalmente, e infatti le reazioni sono state ovvie.
Quel che ormai appare altrettanto ovvio, è che se non fosse stato per il suo intervento un po’ deciso, colei che sembrava presiedere la seduta si sarebbe addormentata. Anche alla fine quando Grillo se ne è andato, a parte i commenti a caldo non certo inerenti al suo ruolo, ha riappoggiato la testa sonnecchiosa sul palmo. Per fortuna sua, i diligenti tecnici del suoni le hanno tolto l’audio appena in tempo, prima che venisse fuori qualche frase inappropriata.
Tuttavia, questa signora è sembrata piuttosto indifferente a ciò che diceva, o alle ripercussioni. Grillo pure, ma in veste diversa. Sicuramente non è andato là per farsi intervistare ma per scuotere un po’ le acque. Dalle reazioni dei membri, non sembra sia riuscito molto nel suo intento.
Ma, a suo difetto, non ha fatto molta chiarezza su alcuni punti, specialmente verso la fine. Al di là della condivisione delle sue proposte, quando gli è stato chiesto a riguardo delle preferenze, lui, tra le altre cose, ha anche affermato che ormai sono andati oltre – riferendosi alle liste civiche entrate in venti comuni italiani.
Non ha detto che vorrebbe togliere questo punto che, gli è stato suggerito, è molto dispendioso a livello elettorale – meglio risparmiare qualche lira per avere stipendi più alti, piuttosto che favorire la democrazia.
Ha chiesto una data per discutere la proposta di referendum in parlamento, ma praticamente gli è stato detto che i punti sono validi dal punto di vista legislativo, o applicativo, essendo “solo” proposte politiche senza una fondamenta solida. Eppure è proprio questo che si chiede con il referendum, un punto di partenza politico delle persone per fare poi delle leggi basate su quelle.
I membri degli Affari Costituzionali invece si sono espressi facendo domande a Grillo stesso sulle proposte, alcuni in palese difficoltà argomentativa. Domande a cui sono già state date risposte ma sono state ignorate, così come poi Grillo ha ignorato nuovamente le loro domande. D’altronde è inutile ripetere sempre le stesse cose.
Ma il loro ruolo sarebbe vedere se la domanda può passare in Parlamento, e non avendo niente di anticostituzionale, sarebbe dovuta già andare là. Non è discutere su cosa è giusto e sbagliato, ma di vedere se infrange la Costituzione in qualche modo.
Questo pomeriggio non c’è stato dialogo, ma monologhi a più voci. Il dialogo è ormai relegato al ruolo di compromesso tra le parti e non disturbo. Non c’è stata esitazione da parte di Grillo a rinfacciare loro questo ruolo.
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