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La Sharia che non c’è più nello Swat e i profughi invisibili delle città

Una delle zone di conflitto

Una delle zone di conflitto

Dopo che gli accordi nella regione dello Swat tra il Pakistan e i Taliban sono saltati è iniziata la guerra. I primi giorni sono stati descritti i bombardamenti, l’esercito che avanza, quelli che resistono e quelli che fuggono.

A seguire si sono viste scene di profughi, migliaia e migliaia, fuggire dalle zone di combattimento. La valle di Swat, in cui era stato raggiunto il patto apposta per avere la pace, è uno dei teatri di guerra. Il Kohistan, che pure non possiede le fertili valli dell’altra regione, teme che il conflitto si propaghi fino a lì.

Intanto milioni di profughi si sono riversati, invisibili, nelle città. Il governo pakistano non se ne cura, e ricevono un’assistenza minima solo da agenzie umanitarie e dall’ONU. Ma la chiave per far sì che i talebani non abbiano più presa sulla popolazione, è appunto prendersi cura di questa gente. Altrimenti non avranno giustificazione per difendere uno stato che non se ne è importato.

In Kohistan i capi tribali sono troppo preoccupati della sicurezza per pensare ad altro. Non vogliono né l’esercito né i talebani nella loro regione. Vogliono solo la pace. Perché dove viene uno, verranno anche gli altri, e viceversa, dice uno degli anziani.

C’è un sentimento diffuso che in realtà i talebani siano una qualche specie di creazione dell’esercito, utilizzati per degli scopi tutt’ora sconosciuti. Una sensazione diffusa.

Il Kohistan

Il Kohistan

Ma lo scenario peggiore è che i talebani entrino nel Kohistan dopo essere stati cacciati dallo Swat. I capi tribali hanno proposto di pattugliare e respingere coloro che entrerebbero, ma l’equipaggiamento delle forze locali è scarso rispetto all’addestramento talebano. Se succedesse, la guerra si complicherebbe. L’influenza talebana nello Swat, infatti, è concentrata nella valle e le strade sono in buono stato. Il Kohistan è composto da 7400 km quadrati di ripide montagne, e le pianure sono quasi assenti.

Inoltre, non ci sono grandi strade, e l’esercito non potrebbe portare l’equipaggiamento pesante. C’è solo una strada princiapale che connette il Pakistan con la Cina. I capi sono preoccupati per la sicurezza di quella strada, e specialmente di un contratto di costruzione con i cinesi. Dovrebbero mettere in piedi un progetto idro-elettrico sul fiume Indo, nell’area Dubair del Kohistan. Se i talebani prendessero la zona, la renderebbero insicura per molto tempo e i progetti salterebbero. Anche perché uno dei bersagli preferiti dei talebani sono proprio i cinesi. I talebani, infatti, simpatizzano con i militanti musulmani Uiguri che nella Cina dell’ovest portano avanti una battaglia separatista nella regione dello Xinjiang.

E la Sharia, diventata legge nello Swat? Un avvocato locale dice che ormai non ha più priorità. La gente non è più interessante in qualsivoglia legge che viene dal governo.

Campi profughi a Peshawar (Repubblica.it)

Campi profughi a Peshawar (Repubblica.it)

Intanto, il Pakistan sta sperimento la peggiore crisi di rifugiati dal 1947, anno di spartizione dall’India. Tre milioni sono fuggiti, e le agenzie umanitarie dicono che ora sono in case e scuole, da parenti, amici o estranei. La maggior parte in campi di tende. I rifugiati dicono che hanno lasciato le case perché pensavano che il governo fosse serio riguardo al fermare le milizie,questa volta. Ma più il tempo passa, più la buona volontà si perde, e più si sento frustrati.

Ora bombe scoppiano lungo tutto il Pakistan facendo tanti morti, mentre l’esercito non sembra far progressi consistenti.  E nei campi, i giovani senza prospettiva cominciano ad essere attratti dalle milizie.  Molti già ora si suono arruolati.

Questi ragazzi dicono che i talebani “ti fanno sentire un uomo, come se stessi difendendo qualcosa”.

fonti: NYTimes, BBCNews

22 Giugno 2009 - Pubblicato da ecultic | Asia, Islam, diritti umani | , , , , , , , , , , , , , , | Ancora nessun commento.

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