Il sesto giornalista ucciso in Kirghizistan. Alla vigilia delle elezioni

Il ministro dell'interno Kirghizo rigetta ogni accusa di violenza contro i giornalisti
Un ufficiale di polizia del Kirghizistan ha ucciso a botte un giornalista, e le autorità del paese hanno detto che ha confessato una lite violenta con la vittima, Almaz Tashiyev, causando la sua morte.
Altri ufficiali hanno detto che il poliziotto era fuori servizio e che il litigio non è dovuto al lavoro del giornalista. I parenti della vittima hanno detto che Tashiyev è stato colpito da numerosi ufficiali, e non da uno solo. Questa sembra essere stata la sua versione, detta ai parenti vicini, prima di essere operato per le ferite.
L’OSCE, l’Organizzazione Europea per la Sicurezza, sta facendo pressioni sul Kirghizistan per fermare l’ondata di violenze contro i giornalisti del Paese. L’organizzazione ha detto che lo scorso mese gli attacchi hanno scosso il pluralismo dei media, giusto prima delle elezioni presidenziali che si terranno il 23 Luglio.
Dopo l’incidente avvenuto il 4 Luglio, Tashiyev è entrato in coma ed è morto otto giorni dopo. Le autorità insistono che la lite sia stata del tutto privata.
Il ministro degli affari esteri francese ha condannato l’incidente, chiamando le autorità locali a “fare luce” sulla tragedia. Il procuratore distrettuale di Nookat, nel sud del Paese dove è avvenuto l’incidente, sta investigando.
Tashiyev è il sesto giornalista ad aver subito violenze dall’inizio dell’anno.
Si occupava di affari sociali, e il suo quotidiano Agym criticava spesso le performance del governo.
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