I danni -e un vantaggio- dell’Eyjafjallajokull
Un’eruzione minore sta avvenendo dal vulcano Eyjafjallajokull, in Islanda. Dopo che i traffici aerei hanno ripreso in quasi tutta Europa, l’aeroporto di Heathrow resta invece inattivo. E sembra che una nuova nube di cenere si stia dirigendo verso l’Inghilterra, anche se di entità molto minore.

La nube di ceneri vista dal satellite sopra il nord Europa
Oltre le polemiche delle compagnie aeree più grandi che accusano i sistemi di rilevamento automatici delle polveri di allarme parzialmente ingiustificato, bisogna considerare anche i vantaggi di breve periodo che hanno avuto le compagnie low-cost. C’è stata una polemica, molto smorzata, sul fatto che gli aiuti statali aiuteranno le grandi compagnie a restare in piedi penalizzando le piccole. Tuttavia bisogna considerare che le low-cost, a meno che si paghi per avere una garanzia in più, non hanno il dovere di rimborsare il biglietto. Se perdi un volo, o se la compagnia lo cambia, non puoi chiedere i soldi indietro.
E in questi giorni, molte persone non avranno prenotato, ma molte altre avevano già pagato e fatto il check-in online, e non hanno potuto essere rimborsate. Gli steward, le hostess e parte del personale di volo, già sottopagato per mantenere bassi i prezzi, rimarranno a casa in questi giorni senza prendere un soldo, mentre l’azienda, senza spendere nulla, avrà in tasca i profitti degli sfortunati viaggiatori.
Altro problema: il commercio. Laddove quello aereo ha avuto un boom, a causa dello smantellamento di centinaia di navi cargo durante la crisi, ora invece è fermo. La transizione di merci nel mondo sta affrontando uno stop con perdite notevoli. Le industrie tessili del Bangladesh e quelle di cellulari della Corea del Sud hanno dovuto rallentare i propri ritmi o addirittura fermarsi, per mancanza di materia prima nei magazzini. Stessa storia per la Cina e il Giappone, dove diverse fabbriche hanno ritardato la produzione. Il danno per le compagnie aeree in Asia a causa della cenere del vulcano islandese è stimato sui 40 milioni di dollari al giorno.

Lo scioglimento improvviso di un ghiacciaio presso il vulcano ha provocato diverse esondazioni di fiumi in Islanda
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