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Attualità e cultura, dall'Italia e dal Mondo

Vaccini in tutta Italia. Una panoramica sulla Suina

Stanno andando in tutta Italia. Sono i vaccini contro l’influenza H1N1, detta Suina. I primi ad essere vaccinati saranno coloro che lavorano negli ambiti sanitari. Su 25 milioni di dosi che il governo ha ordinato – per chissà quanti milioni di euro – già 500.000 sono in viaggio sulle ambulanze per trasferirle agli ospedali, ambulatori e ogni struttura medica. Non abbastanza per tutto il personale, ma il piano prevede spedizioni continue.

Vaccinarsi, tuttavia, non è ancora obbligatorio per nessuno. In Inghilterra solo il 20% dei medici e personale sanitario è disposto a farlo. E se loro stessi non ne vedono il motivo, lo dovremmo avere noi? Qui sotto i video di un interessante incontro sulla vaccinazione dell’influenza suina.

12 ottobre 2009 Pubblicato da | comunicazione, diritti umani | , , , | Lascia un commento

Rai rifiuta l’offerta di Sky. Cosa impedisce ancora il decoder unico?

Fra pochi giorni Raisat non sarà più sulla piattaforma Sky. La Rai ha rifiutato l’offerta di 350 milioni di euro in sette anni offerta dai canali satellitari, che però, nel rinnovo del contratto, prevedeva l’obbligo, prima non previsto, di portare tutti i canali Rai, anche quelli in visione libera, su Sky stessa, con o senza esclusiva. Insomma, un inglobamento.

La Rai ha rifiutato e ora si trasferirà sul digitale terrestre. Ma i canali liberi Rai restano visibili su Sky. Insomma, la Rai sembra abbia perso da una parte la possibilità di 50 milioni di euro di guadagno annui, dall’altra parte non ha ceduto i suoi diritti a Murdoch.

Ma non è il solo problema. Ormai i decoder sono tanti. Dov’è finito il decoder unico di cui si parlava tanti anni fa? La proposta era partita al tempo di Stream e Tele+. In seguito una leggina aveva abrogato l’obbligo di decoder unico, e il progetto è stato abbandonato per un po’. Poi è nata Sky, e da lì la lotta contro Mediaset per la conquista degli ascoltatori. Che infatti ha lanciato, tramite vie dirette o indirette, attraverso i governi il digitale terrestre.

Adiconsum, nel 2004 aveva denunciato Sky per opporsi al decoder unico. Il decoder del digitale terrestre potrebbe in linea potenziale ospitare diverse bande, ma Sky utilizza una cifratura, chamata NDS, che è incompatibile e che non è in visione di sostituire. Inizialmente usufruiva del compatibile SECA, ma poi ha iniziato a mandare agli abbonati i nuovi decoder. NDS, tuttavia, è l’unico sistema sperimentato da Sky che ha permesso di eliminare il fenomeno delle “carte pirata”. Un ritorno a standard meno sicuri non farebbe parte dell’economia dell’azienda.

Adiconsum ricordava come la legge 79/1999 sul decoder unico imponeva che “i decodificatori devono consentire la fruibilità delle diverse offerte di programmi digitali con accesso condizionato e la ricezione dei programmi radiotelevisivi digitali in chiaro mediante l’utilizzo di un unico apparato”.

In tanti hanno acquistato i decoder non dedicati esclusivamente alla ricezione dei programmi SKY, sostenendone i costi, perché garantiti dalla legislazione che prevedeva una compatibilità delle trasmissioni anche in futuro. Ma – spiega Adiconsum – “appare evidente che i ricevitori di SKY alla stato attuale non rispettano la legge del decoder unico” poiché per ricevere tutti i programmi non è possibile utilizzare un unico apparato.

Poi però la legge è stata abrogata, a causa dei vari interessi economici. Resta da appurare se un decoder unico sia una realtà realizzabile. In verità gli standard sono troppo diversi per concentrarli in un apparecchio così piccolo. Intanto arriva una novità: Telecom Italia, Fastweb e Wind offriranno un decoder con standard unico per i tre operatori, con offerta di programmi dal digitale terrestre e dal satellitare.

E se loro l’hanno fatto, cosa impedisce agli altri di mettersi d’accordo? La lotta tra Berlusconi e Murdoch?

1 agosto 2009 Pubblicato da | comunicazione, Italia | , , , , | Lascia un commento

Il sesto giornalista ucciso in Kirghizistan. Alla vigilia delle elezioni

    Il ministro dellinterno Kirghizo rigetta ogni accusa di violenza contro i giornalisti

Il ministro dell'interno Kirghizo rigetta ogni accusa di violenza contro i giornalisti

Un ufficiale di polizia del Kirghizistan ha ucciso a botte un giornalista, e le autorità del paese hanno detto che ha confessato una lite violenta con la vittima, Almaz Tashiyev, causando la sua morte.
Altri ufficiali hanno detto che il poliziotto era fuori servizio e che il litigio non è dovuto al lavoro del giornalista. I parenti della vittima hanno detto che Tashiyev è stato colpito da numerosi ufficiali, e non da uno solo. Questa sembra essere stata la sua versione, detta ai parenti vicini, prima di essere operato per le ferite.
L’OSCE, l’Organizzazione Europea per la Sicurezza, sta facendo pressioni sul Kirghizistan per fermare l’ondata di violenze contro i giornalisti del Paese. L’organizzazione ha detto che lo scorso mese gli attacchi hanno scosso il pluralismo dei media, giusto prima delle elezioni presidenziali che si terranno il 23 Luglio.
Dopo l’incidente avvenuto il 4 Luglio, Tashiyev è entrato in coma ed è morto otto giorni dopo. Le autorità insistono che la lite sia stata del tutto privata.
Il ministro degli affari esteri francese ha condannato l’incidente, chiamando le autorità locali a “fare luce” sulla tragedia. Il procuratore distrettuale di Nookat, nel sud del Paese dove è avvenuto l’incidente, sta investigando.
Tashiyev è il sesto giornalista ad aver subito violenze dall’inizio dell’anno.
Si occupava di affari sociali, e il suo quotidiano Agym criticava spesso le performance del governo.

19 luglio 2009 Pubblicato da | Asia, comunicazione, diritti umani | , , , , , , , | Lascia un commento

Aggiornamento: il caso Turchia

Sulla scìa dell’articolo sul presunto complotto in Turchia, ecco l’ultimissima.

Con uno sguardo rivolto all’Europa il presidente turco Gul approva la controversa legge che prevede la riduzione dei poteri ai tribunali militari. L’opposizione e l’establishment militare annunciano il ricorso alla Corte Costituzionale mentre Gul sottolinea l’importanza di questa legge per adeguare la Turchia agli standard di Bruxelles.

Il tema è scottante. Il provvedimento ribattezzato dalla stampa “la legge di mezzanotte”, aprirà la strada al processo nei tribunali civili degli autori del presunto progetto eversivo emerso il mese scorso e preparato secondo le accuse, con lo scopo di screditare l’esecutivo filo-islamico di Erdogan.

La legge arriva in un momento in cui i rapporti fra il governo filoislamico e le forze armate sono più delicati che mai. Da una parte ci sono le accuse di incostituzionalità dei militari, dall’altra l’esecutivo che sottolinea l’importanza di questa legge per adeguare il Paese alle norme europee.

(euronews)

9 luglio 2009 Pubblicato da | comunicazione, Islam | , , , , , | Lascia un commento

Assolto Pino Maniaci, direttore di Telejato contro la mafia

Pino Maniaci

Pino Maniaci

“Adesso mi aspetto altri attacchi da parte dei miei detrattori”. Sono queste le prime parole di Pino Maniaci dopo la pronuncia della sentenza che lo ha assolto dall’accusa di esercizio abusivo della professione giornalistica, grazie all’articolo 21 della Costituzione, che garantisce la libertà di stampa, al di là di ogni tesserino.

Maniaci era stato accusato di esercizio abusivo della professione per non essere iscritto all’Ordine dei giornalisti. Subito era scattata la solidarietà di colleghi e associazioni di categoria incredule di fronte a una simile accusa nei confronti di un cronista che, pur senza tesserino, ha sempre dato lustro alla categoria con inchieste scomode sulla mafia, tanto da dover vivere sotto scorta. La mobilitazione aveva fatto si che Maniaci richiedesse l’iscrizione all’Ordine siciliano e, a maggio, venisse iscritto all’albo dei pubblicisti.

Entusiasta anche il segretario dell’Ordine nazionale Enzo Iacopino. Sono grato al giudice di Partinico che nella motivazione dell’assoluzione ha voluto affermare che negli anni, l’attività dell’emittente Telejato si è caratterizzata per le sue campagne contro cosa nostra, nonché per la sua opera di informazione in altri servizi quali l’ambiente e le speculazioni sul territorio. È questo il giornalismo che piace all’Ordine nazionale”.

“Pino Maniaci non va lasciato solo. È una grande risorsa della stampa libera”. Così il senatore del Partito Democratico Giuseppe Lumia commenta le dichiarazioni dello stesso Maniaci secondo cui le famiglie mafiose di Borgetto, Montelepre, Partinico, Cinisi e Terrasini avrebbero in mente un piano per eliminarlo.

Il 27 Giugno, sempre a Palermo dove è avvenuta la sentenza, uno dei componenti dell’Osservatorio della legalita’ di Partinico Antonio Pollara e’ stato fermato e malmenato per strada da uno sconosciuto. L’episodio risale a domenica scorsa ma si apprende adesso dal deputato regionale del Pdl, Salvino Caputo, componente della commissione regionale Antimafia che questa mattina ha incontrato Pollara per esprimergli solidarieta’ e invitarlo a proseguire il suo impegno.

L’aggressione “e’ un gesto preoccupante -ha detto Caputo- sia per le modalita’ sia per il chiaro messaggio indirizzato ad un esponente di primo piano nella lotta alla mafia nel Comune del palermitano. Quanto accaduto e’ la conferma che la mafia a Partinico ha ripreso l’attivita’ di controllo del territorio non esitando, cosi’ come e’ successo con Pino Maniaci di Telejato, a colpire ed intimidire gli uomini simbolo a Partinico della lotta contro la mafia”.

3 luglio 2009 Pubblicato da | comunicazione, diritti umani | , , , | Lascia un commento

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