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	<title>E-cultic &#187; economia</title>
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		<title>E-cultic &#187; economia</title>
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		<title>Un&#8217;economia che sale o che scende?</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 13:39:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quali sono i dati reali che provengono dalle ultime statistiche? L&#8217;Europa si sta riprendendo?

L&#8217;economia dei 27 Paesi dell&#8217;Unione Europea mostra, dopo tanti mesi, una crescita timida. Ma è un segnale di ripresa  troppo debole per esultare, e soprattutto non definitivo.
Altri dati ci indicano infatti i rischi di questa crescita.
La disoccupazione, per quanto stabile, è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecultic.wordpress.com&blog=3281672&post=532&subd=ecultic&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><em>Quali sono i dati reali che provengono dalle ultime statistiche?</em> <em>L&#8217;Europa si sta riprendendo?</em></p>
<p style="text-align:justify;">
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 214px"><img src="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/ARCH_Immagini/Arch_Grafici/grafico-borsa.jpg" alt=" " width="204" height="215" /><p class="wp-caption-text">  </p></div>
<p>L&#8217;economia dei 27 Paesi dell&#8217;Unione Europea mostra, dopo tanti mesi, una crescita timida. Ma è un segnale di ripresa  <strong>troppo debole</strong> per esultare, e soprattutto non definitivo.</p>
<p style="text-align:justify;">Altri dati ci indicano infatti i rischi di questa crescita.</p>
<p style="text-align:justify;">La <strong>disoccupazione</strong>, per quanto stabile, è molto alta, raggiungendo il 9.7% in Europa. Ma il dato non prende in considerazione chi si appoggia sugli ammortizzatori sociali e preferisce non cercare neppure lavoro. La percentuale, quindi, può considerarsi anche maggiore.</p>
<p style="text-align:justify;">Secondo, l&#8217;<strong>inflazione</strong>, che pur cominciando a risalire rimane sempre molto bassa. Nei mesi scorsi era addirittura arrivata al negativo (-0.1%) facendo temere per un rischio deflazione dovuto al cosiddetto quantitative easing, ovvero l&#8217;immissione forzata di liquidità nel sistema economico, che già presenta tassi molto bassi.</p>
<p style="text-align:justify;">Questo rischio non è stato ancora scongiurato, ma i dati di questo mese indicano un&#8217;inflazione del +0.4%. E&#8217; una notizia positiva, perché se i prezzi salgono, significa che è ritornato ad esserci un minimo di mercato.</p>
<p style="text-align:justify;">Terzo, <strong>il riempimento dei magazzini</strong>. Dopo la caduta dei consumi le industrie hanno tagliato la produzione e fatto fluire, gradualmente, le merci al di fuori per essere consumate. In questi mesi, con la fine dell&#8217;estate, pur non avendo produzione, le aziende hanno dovuto riempire di nuovo i magazzini. Questo ha creato un finto rimbalzo dell&#8217;economia con anche chi profetizzava la fine della crisi.</p>
<p style="text-align:justify;">Nuovi dati dall&#8217;Eurostat ci indicano che il prodotto interno lordo dell&#8217;Europa ha reiniziato a crescere, s<strong>alendo di 0.4 punti</strong> percentuale nella zona dell&#8217;Euro e di 0.3 nell&#8217;Europa dei 27, nel terzo quadrimestre del 2009. Nel secondo quadrimestre, l&#8217;oscillazione era negativa, raggiungendo il -0.3% nei 27 Paesi dell&#8217;Unione Europea.</p>
<p style="text-align:justify;">Andando a guardare più nel dettaglio, si capisce però che la piccola ripresa registrata si riscontra per quanto riguarda il commercio, e non i consumi.</p>
<p style="text-align:justify;">Le esportazioni così come le importazioni sono aumentate in tutti i paesi europei. Ma il grado di <strong>spesa dei consumatori </strong>ha subìto una flessione negativa di 0.2%, addirittura peggiore del secondo quadrimestre, in cui era praticamente invariata rispetto ai periodi precedenti.</p>
<p style="text-align:justify;">Inoltre, <strong>gli investimenti</strong> sono caduti ancora dello 0.4% sono nella zona Euro, dopo una registrazione di -1.7% nel precedente periodo, per non parlare del -2.5% nell&#8217;Europa a 27.</p>
<p style="text-align:justify;">Cosa significa? Che le aziende stanno riuscendo, anche a causa dei prezzi rimasti contenuti nonostante l&#8217;apprezzarsi dell&#8217;Euro, a vendere fuori dal continente e ad importare, ma non riescono a vendere proprio nei nostri paesi. Ovvero, <strong>alcune aziende hanno ricominciato a guadagnare</strong>, ma la gente è sempre più povera. Inoltre, è cominciata una tendenza al risparmio, dopo che la fiducia nelle banche e negli investimenti, anche immobiliari, è svanita a causa della crisi.</p>
<p style="text-align:justify;">A conferma di ciò, altri dati provenienti dall&#8217;Eurostat: come sta andando <strong>il commercio al dettaglio</strong>, ovvero quanto vendono i negozi e i centri commerciali.</p>
<p style="text-align:justify;">Nell&#8217;Europa dei 27 il dato è in salita, con una crescita dello 0.3%, mentre nella zona Euro la variazione rimane pari a 0.</p>
<p style="text-align:justify;">I paesi che sono cresciuti di più in questo campo nell&#8217;arco di un anno sono il Belgio, la Svezia e la Polonia, mentre quelli in cui le vendite sono crollate sono i tre paesi baltici, <strong>Lettonia</strong>(-29%), <strong>Lituania </strong>(-25%) ed <strong>Estonia </strong>(-19%). Si conferma l&#8217;opinione per cui la loro crescita è stata gonfiata, allo stesso modo dell&#8217;Islanda anche se in maniera meno drammatica, dal credito facile e dal mercato immobiliare.</p>
<p style="text-align:justify;">In generale, però, mentre il commercio al dettaglio andava aumentando regolarmente in Europa fino al primo quadrimestre 2008, da allora è cominciato un trend negativo difficile da contrastare.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;Italia, non da meno, è passata da una stabilità a Maggio a valori tra -0.1% e -0.3%. Le famiglie italiane spendono poco, e sempre di meno.</p>
<p style="text-align:justify;">
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		<title>Decrescita economica. Situazione attuale</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 14:45:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I pacchetti-stimolo finora, che inludono tagli alle tasse e progetti di costruzione.


Le vittime: fallite, salvate e nazionalizzate


Cosa è accaduto nel Regno Unito. Il piano di salvataggio e le maggiori spese



Il colpo all&#8217;economia. La differenza di crescita economica, o GDP, tra l&#8217;anno scorso e com&#8217;è prevista per quest&#8217;anno.


fonte: bbcnews

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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;">I pacchetti-stimolo finora, che inludono tagli alle tasse e progetti di costruzione.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" style="max-width:800px;" src="http://newsimg.bbc.co.uk/media/images/45494000/gif/_45494055_stimulus_packages_466map.gif" alt="" /></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">Le vittime: fallite, salvate e nazionalizzate</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" style="max-width:800px;" src="http://newsimg.bbc.co.uk/media/images/45494000/gif/_45494049_moneycrisis_466x422in.gif" alt="" /></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">Cosa è accaduto nel Regno Unito. Il piano di salvataggio e le maggiori spese</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" style="max-width:800px;" src="http://newsimg.bbc.co.uk/media/images/45494000/gif/_45494050_uk_rescue_plans_466gr.gif" alt="" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" style="max-width:800px;" src="http://newsimg.bbc.co.uk/media/images/45494000/gif/_45494051_uk_gov_compare_466.gif" alt="" /></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">Il colpo all&#8217;economia. La differenza di crescita economica, o GDP, tra l&#8217;anno scorso e com&#8217;è prevista per quest&#8217;anno.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" style="max-width:800px;" src="http://newsimg.bbc.co.uk/media/images/45494000/gif/_45494053_economies_hit_466gr.gif" alt="" /></p>
<p style="text-align:center;">
<p><em>fonte: bbcnews</em></p>
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		<title>Volvo, di nuovo tagli</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 15:00:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Già ad Ottobre erano stati annunciati 6000 tagli ai posti di lavoro.
Ora, di nuovo  la compagnia licenzia altri lavoratori. La Svezia è sempre più spossata da una disoccupazione crescente. Una volta orgogliosa di una forte economia di stampo sociale, ora traballa. I sussidi di disoccupazione si aggiungono a frotte.
Cala la produzione, e quindi cala la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecultic.wordpress.com&blog=3281672&post=199&subd=ecultic&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Già ad Ottobre erano stati annunciati 6000 tagli ai posti di lavoro.</p>
<p>Ora, di nuovo  la compagnia licenzia altri lavoratori. La Svezia è sempre più spossata da una disoccupazione crescente. Una volta orgogliosa di una forte economia di stampo sociale, ora traballa. I sussidi di disoccupazione si aggiungono a frotte.</p>
<p>Cala la produzione, e quindi cala la domanda di mezzi di trasporto pesanti. Volvo è la seconda compagnia costruttrice di camion al mondo. Ha annunciato 1600 esuberi, due terzi dal settore costruzione di camion, il resto nel settore della costruzione di motori. Se l&#8217;economia rallenta, non ci sono abbastanza merci da comprare e vendere, e non ci sono segni di miglioramento al momento. La produzione comprende anche i marchiRenault, Mack, Nissan Diesel e Eicher.</p>
<p>I tagli annunciati, nelle fabbriche svedesi di Volvo, sono gli ultimi di una serie che era partita dagli altri mercati del gruppo. Appena poche settimane fa erano stati annunciati quasi 3500 esuberi in Europa. Il titolo ha perso oltre il 4% in borsa, dopo l’annuncio.</p>
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		<title>Le banche vogliono di più</title>
		<link>http://ecultic.wordpress.com/2009/01/14/le-banche-vogliono-di-piu/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 15:57:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecultic</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non c&#8217;è dubbio, lo reclamano e lo otterrano. Più soldi per recuperare il credito &#8220;perduto&#8221;. Non bastano i 350 miliardi di dollari sbloccati finora, tutti lo sanno e si affrettano per sbloccare la seconda tranche dei 700 miliardi approvati dal Congresso USA.
Soldi che verranno fuori dalle tasche dei contribuenti. Ma non c&#8217;è altra scelta, e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecultic.wordpress.com&blog=3281672&post=196&subd=ecultic&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Non c&#8217;è dubbio, lo reclamano e lo otterrano. Più soldi per recuperare il credito &#8220;perduto&#8221;. Non bastano i 350 miliardi di dollari sbloccati finora, tutti lo sanno e si affrettano per sbloccare la seconda tranche dei 700 miliardi approvati dal Congresso USA.</p>
<p>Soldi che verranno fuori dalle tasche dei contribuenti. Ma non c&#8217;è altra scelta, e non è tutto. Il direttore della Federal Reserve, Bernanke, ha pubblicamente dicharato che il famoso &#8220;bailout&#8221; necessita di una aggiuntiva iniezione di liquidità di centinaia di miliardi di dollari verso le banche e istituti finanziari, che hanno già ricevuto i soldi federali  e hanno causato, in primo luogo, gran parte della crisi del credito.</p>
<p><img class="mce_plugin_wordpress_more" title="More..." src="http://www.reset-italia.net/wp-includes/js/tinymce/themes/advanced/images/spacer.gif" alt="More..." width="100%" height="10" /></p>
<p align="left"><img src="http://www.blackcommentator.com/277/277_images/277_cartoon_bank_bailout_hurwitt_small_over.jpg" alt="" width="202" height="200" align="right" />L&#8217;esempio più chiaro che il sistema bancario necessita più aiuto è Citigroup. Anche se ha ricevuto 45 miliardi di dollari dal Tesoro, è in uno stato così malconcio che si sta fratturando in diverse parti. Come molte altre diverse banche, Citi ha notato che le sue finanze hanno continuato a deteriorarsi nell&#8217;indebolirsi continuo dell&#8217;economia.</p>
<p align="left">Colpita dalle perdite nonostante due salvataggi, sta accelerando il programma di smontare il suo impero finanziario  in due parti, in uno sforzo per placare i regolatori e i suoi investitori colmi d&#8217;ansia. Tuttavia, è solo una mossa evasiva. Pur con essa, avrà bisogno della stessa quantità di capitale.</p>
<p align="left">Anche i critici più agguerriti del piano di salvataggio sanno che le cose sarebbero potute andare anche peggio senza di esso, e che ha raggiunto il suo obiettivo più importante, che era di prevenire un completo collasso del sistema finanziario. Dallo scorso Settembre, nessuna grande banca è fallita. Poche notizie di quelle minori, invece.</p>
<p align="left">Aluni analisti  hanno stimato che la disoccupazione crescente e i fallimenti delle compagnie porteranno da 500 a 750 miliardi di dollari di perdite nei prossimi mesi. Questo porterebbe le perdite totali per la crisi del credito da 1.5 a 1.8 trilioni di dollari, due volte tanto quanto era stato stimato all&#8217;inizio.</p>
<p align="left">In Michigan c&#8217;è una banca che è l&#8217;esempio della causa di tutto ciò, l&#8217;Independent Bank. Della torta, ha ottenuto una fetta di 72 miliardi di dollari. Ma non è riuscita a far ripartire gli investimenti.</p>
<p align="left">&#8220;E&#8217; come se sei in un aeroplano e le maschere d&#8217;ossigeno vengono giù,&#8221; ha detto Stefanie Kimball, il capo del dipartimento prestiti della banca. &#8220;La prima cosa che fai è metterti la maschera, per stabilizzare la tua condizione.&#8221; Questo non è quello che il ministero del Tesoro aveva in mente quando partì il programma, dicendo che avrebbe donato alle &#8220;banche in salute&#8221; abbastanza denaro per far ripartire i prestiti, così che la gente avrebbe potuto comprare casa, fare business e creare posti di lavoro, rinvigorendo l&#8217;economia.</p>
<p align="left">Bernanke Martedì ha avvertito che il governo dovrà probabilmente iniettare più soldi nelle istituzioni finanziarie nei prossimi mesi. In un discorso alla London School of Economics, ha detto che anche più garanzie potrebbero essere necessarie per assicurare la stabilità e la normalizzazione dei crediti. Le borse hanno ovviamente reagito molto male alla notizia. Chi se lo aspettava?</p>
<p align="left">Conoscendo tacitamente l&#8217;impopolarità del bailout, Bernanke ha affermato che il pubblico è comprensibilmente preoccupato riguardo l&#8217;iniezione di centinai di miliardi di dollari derivanti dalle tasse, verso le compagnie finanziarie, specialmente quando altre industrie hanno le spalle scoperte.</p>
<p align="left">Ma, ha insistinto, non c&#8217;era altra scelta. Un trattamento disperato ma inevitabile, perché il sistema economico è dipendente in modo critico dallo scorrere libero del credito. Ha avvertito il neoeletto presidente Obama, poi, che il rimanente capitale verso le banche deve essere assicurato se incominciassero a ripristinare i prestiti a livelli normali.</p>
<p align="left">I regolatori richiedono alle banche di mantenere un salutare cuscino di capitale. Ma in questi tempi,  stanno lottando per riempire i loro buchiprofondi . Gli investitori privati sono scarsi. A parte un piccolo gruppo di banche in salute, affermano banchieri e analisti, il governo per le altre potrebbe essere l&#8217;unico investitore rimanente.</p>
<p align="left">Il team economico di Obama sta pianificando una larga riveduta del programma per imporre più responsabilità e più restrizioni sugli esecutivi delle compagnie che ricevono i soldi dal governo.</p>
<p align="left">Adam Posen, direttore del Peterson Institute for International Economics, ha detto che l&#8217;amministrazione Bush ha fatto bene a iniettare capitale nelle banche, ma ha fatto male nel non far sufficiente pressione alle banche di risolvere i loro problemi e i loro conti.</p>
<p align="left">&#8220;Il problema non è che abbiamo sprecato denaro&#8221;, ha detto Posen, &#8220;Il problema è che abbiamo posto troppe poche condizioni alle banche&#8221;.</p>
<p><em>(fonte: Nytimes)</em></p>
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		<title>Altro giro nella crisi. Ci si avvicina alle radici.</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 15:55:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un altro colpo della reazione a catena. Dopo l&#8217;annunciata bancarotta e &#8220;salvataggio&#8221; &#8211; temporaneo &#8211; dell&#8217;industria automobilistica, arriva la crisi del settore che sta dietro ad ogni macchinario, e non solo. Negli Stati Uniti, l&#8217;industria dell&#8217;acciaio è in profonda crisi.
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Un altro colpo della reazione a catena. Dopo l&#8217;annunciata bancarotta e &#8220;salvataggio&#8221; &#8211; temporaneo &#8211; dell&#8217;industria automobilistica, arriva la crisi del settore che sta dietro ad ogni macchinario, e non solo. Negli Stati Uniti, l&#8217;industria dell&#8217;acciaio è in profonda crisi.</p>
<p>La produzione è in calo dall&#8217;estate, e ora che gli impianti di produzione di automobili hanno ridotto drasticamente la quantità di &#8220;prodotti&#8221;, l&#8217;acciaio si vende ancora meno. Le industrie di questo metallo sono state tra quelle che hanno sorretto l&#8217;economia USA per vari decenni, con una delle categorie di operai più pagate, anche per l&#8217;ambiente di lavoro che costringe a stare a stretto contatto con fornaci e altoforni.</p>
<p><img class="mce_plugin_wordpress_more" title="More..." src="http://www.reset-italia.net/wp-includes/js/tinymce/themes/advanced/images/spacer.gif" alt="More..." width="100%" height="10" /></p>
<p>Ora stanno aspettando il miracolo che porterà tutti fuori dalla crisi. Attendono Obama, e la sua promessa di rilanciare l&#8217;economia tramite la costruzione di nuove infrastrutture quali ponti, reti elettriche, scuole, ospedali, impianti di trattamento delle acque e trasporti pubblici rapidi, oltre che il rifacimento di strade e autostrade. L&#8217;acciaio fa parte di più o meno in ogni cosa in America, dalle case agli uffici alle macchine, dagli elettrodomestici alle prese delle lampadine.Gli industriali, per rilanciare i loro profitti, chiedono un investimento di almeno un trilione di dollari spezzato in due anni. E&#8217; il minimo per garantire una continuità.</p>
<p><img src="http://www.finanzalive.com/wp-content/uploads/2008/02/acciaio.jpg" alt="" width="300" height="225" align="right" /> L&#8217;industria pesante ha bisogno di aiuto ora, e dal governo. Dal momento che le costruzioni e la manifattura sono scivolate giù, così ha fatto la produzione di acciaio, cadendo del 50% da Settembre. A fine Dicembre, la produzione era di 1.02 milioni di tonnellate a settimana, dalle 2.1 milioni di tonnellate il 30 Agosto, ha riportato l&#8217;Istituto Americano del Ferro e dell&#8217;Acciaio. Anche il prezzo per tonnellata dell&#8217;acciaio è crollato dela metà dalla scorsa estate.</p>
<p>Vi sono due tipi di impianti. Quelli piccoli, chiamati &#8220;minimills&#8221; , e quelli grandi, detti &#8220;integrated mills&#8221;. In questi ultimi, dovendo ridurre la produzione che rimane continuativa negli altri, l&#8217;efficienza dei forni non più a pieno regime cade velocemente. Quindi sono questi che stanno chiudendo, in cui 50.000 dei lavoratori -  il 40% circa di tutti gli operai dell&#8217;acciaio negli USA &#8211; sono rappresentati dal sindacato United Steelworkers. L&#8217;unione ha dichiarato che all&#8217;inizio di quest&#8217;anno si aspettano 20.000 esuberi. Diecimila sono già a casa.</p>
<p>Era dagli anni &#8216;80 che non c&#8217;era una produzione di acciaio così bassa negli USA. Erano gli anni chiamati Rust Belt (cinghie arrugginite), quando molte industrie dell&#8217;acciaio chiusero per la crescita di importazione di un acciaio di migliore qualità e minor costo. Gli investitori stranieri non trovano ormani nessun profitto nel rimettere a nuovo le compagnie Americane. Infatti l&#8217;importazione, che rappresenta circa il 30% del consumo interno negli Stati Uniti, sta calando mentre i clienti scompaiono.</p>
<p>Sicuramente non sarà l&#8217;ultimo anello della catena. Sicuramente è uno di quelli più grossi.</p>
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		<title>USA e Canada, un intreccio in una crisi senza sbocchi</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 17:55:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non c&#8217;è pericolo, le industrie automobilistiche non falliranno. E&#8217; troppo pericoloso per l&#8217;economia americana, afferma Bush negli ultimi giorni di presidenza. Se il piano di 17 miliardi di dollari è stato bocciato dal Senato, ora si studia un piano per far entrare le tre compagnie in via di bancarotta, Ford, Chrisler e GM nel piano [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecultic.wordpress.com&blog=3281672&post=162&subd=ecultic&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Non c&#8217;è pericolo, le industrie automobilistiche non falliranno. E&#8217; troppo pericoloso per l&#8217;economia americana, afferma Bush negli ultimi giorni di presidenza. Se il piano di 17 miliardi di dollari è stato bocciato dal Senato, ora si studia un piano per far entrare le tre compagnie in via di bancarotta, Ford, Chrisler e GM nel piano di salvataggio di 700 miliard di dollari approvato poco tempo fa, orginalmente per le banche. Certo, se la situazione  fosse più rosea si potrebbe aspettare il cambio di amministrazione e tentare ancora. Ma non c&#8217;è tempo, hanno dichiarato che hanno liquidità fino a fine mese. Poi, stop.</p>
<p style="text-align:justify;"><img src="http://media.charlotteobserver.com/smedia/2008/12/05/03/215-Congress_Autos.sff.embedded.prod_affiliate.138.jpg" alt="da sinistra, GM, United auto workers - che comprende anche il Canada - Ford e Chrysler" width="316" height="210" align="left" /></p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;economia canadese è strettamente allacciata a quella statunitense, per quanto non possa sembrare a prima vista. Specialmente per quanto concerne l&#8217;automobile. Il Canada non possiede una dichiarata compagnia nazionale, e si appoggia su quelle dei vicini di casa. Non a caso, Detroit, sede principale delle tre case produttrici, confina direttamente col Paese della foglia d&#8217;acero. Il passaggio di confine di americani e canadesi è ovviamente molto frequente, viste le differenze economiche. Quasi come per gli italiani andare in Svizzera a fare benzina. A proposito, qui la benzina costa 0.75 dollari a litro, circa 50 cent di euro. Conveniente no? Negli Stati Uniti è ancora più economica.</p>
<p style="text-align:justify;"><img src="http://images.theglobeandmail.com/archives/RTGAM/images/20081212/wflaherty1212/JimFlaherty_profile_188.jpg" alt="se la crisi portasse il panico, sarebbe devastante per il Canada (by Globeandmail)" width="188" height="244" align="right" /></p>
<p style="text-align:justify;">Tornando all&#8217;argomento precedente, il Canada e l&#8217;Ontario, regione di Toronto già con un debito di 164 miliardi di dollari &#8211; guarda <a href="http://www.ofina.on.ca/debt/debt.htm" target="_blank">qui</a> -  finanzierà 3 dei 17 miliardi di dollari, dopo averne spesi già molti per evitare i rischi della crisi dei sub-prime appena &#8220;passata&#8221;. Le tre compagnie hanno diversi stabilimenti nel Paese e, se dovessero fallire, migliaia o decine di migliaia di persone resterebbero senza lavoro, portando anche il Canada in recessione economica. Per puntualizzare, essa è stata già dichiarata quasi ufficiale.</p>
<p style="text-align:justify;">Intanto GM e Honda hanno già licenziato centinaia di lavoratori. Ciò evidenzia come la crisi dei crediti/debiti abbia praticamente congelato la vendita di auto e colpito tutte le compagnie. Tutti gli stabilimenti GM in Nord America saranno chiusi per il mese di Gennaio, così come alcuni impianti che producono veicoli sportivi. Uno stabilimento Chrysler in Windsor, Ontario, che produce mini-van chiuderà per l&#8217;intero mese e un altra fabbrica di automobili in Brampton, Ontario, chiuderà per le prime due settimane di Gennaio.</p>
<p style="text-align:justify;">La buona notizia è che tutto ciò ha risvegliato il senso di appartenenza della classe lavoratrice in questo settore, che ha cominciato una settimana fa a scioperare negli stabilimenti in pericolo. Manifestando che i soldi sarebbero serviti sì per non chiuderli, ma che non avrebbero salvato gli operai dal licenziamento, hanno ottenuto, a detta loro a sorpresa, un paio di risultati. Quello che chiedevano, tuttavia, non era niente di eccezionale. Hanno preservato lo spirito americano, hanno gridato e chiesto solo quello che la legge garantiva loro, niente più: la retribuzione delle vacanze non conseguite, e 6o giorni di cassa-integrazione. E&#8217; stato loro concesso. E ora?</p>
<p style="text-align:justify;">Quanto potranno sopravvivere tre delle più grandi compagnie automobilistiche al mondo, con 17 miliardi di dollari, senza più persone che comprano macchine?</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ecultic.wordpress.com/162/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ecultic.wordpress.com/162/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ecultic.wordpress.com/162/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ecultic.wordpress.com/162/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ecultic.wordpress.com/162/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ecultic.wordpress.com/162/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ecultic.wordpress.com/162/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ecultic.wordpress.com/162/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ecultic.wordpress.com/162/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ecultic.wordpress.com/162/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecultic.wordpress.com&blog=3281672&post=162&subd=ecultic&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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