I francesi depositano le scorie nucleari in Siberia. All’aria aperta

Le scorie nucleari sono un problema per tutti. Specialmente per noi italiani, ma anche per i cugini d’oltralpe. Accade infatti che, mentre in Italia le Regioni indicate come sedi di stoccaggio delle scorie future fanno ricorso, in Francia vi sono altri problemi.
Nel Belpaese non è impossibile far sparire i rifiuti tossici e radioattivi in zone sconosciute. In Francia si sta svelando uno scandalo colossale che sicuramente avrà delle conseguenze. La gestione elettrica delle centrali nucleari è affidata a Electricité de France (Edf), che si è scoperta stoccare una buona percentuale delle scorie, il 13% del totale, in Siberia.
Ucciso il leader di al-Qaeda in Somalia. Ma non è la prima volta

Non i francesi ma gli americani dietro al raid di qualche giorno fa in Somalia. Per quanto testimoni avessero visto le insegne francesi sui quattro elicotteri dell’operazione, la conferma è arrivata dagli organi militari statunitensi. Le loro truppe hanno catturato Saleh Ali Saleh Nabhan, capo del gruppo al-Shabab (letteralmente “la Gioventù”) e quindi considerato dall’intelligence americana capo di al-Qaeda in Somalia.
Al-Shabab è nato dopo la ritirata delle Corti Islamiche da gran parte del paese, grazie all’intervento dell’esercito etiope. Nel vuoto di potere al-Qaeda si è infiltrata e ha formato questo gruppo estremista. In questa operazione, con mezzi francesi o meno, gli agenti degli USA hanno prelevato Nabhan. Dopo gli attacchi in un hotel in Israele e su un’aereo di linea in Kenya nel 2002, era inseguito da diversi anni.
Il raid tuttavia non è piaciuto ai somali, che vedono un’ingerenza straniera sempre più invadente nel paese. Se non fosse stato per gli aiuti esterni, la Somalia sarebbe molto probabilmente ora in mano alle Corti Islamiche. Delle quali, ricordo, non sono mai stati accertati legami con organizzazioni terroristiche quali al-Qaeda. Anzi, almeno nelle fasi iniziali, erano viste di buon occhio grazie all’approccio moderato e alla stabilità che avrebbero potuto offrire al paese, tormentato da decenni di guerre.
Gli attacchi delle forze straniere si teme che possano incentivare l’estremismo nella regione, che già trova terreno fertile tra i giovani senza nessuna prospettiva futura.
L’ultimo raid contro al-Shabab è avvenuto nel Maggio 2008, uccidendo il suo leader e altri dieci miliziani. Ora la storia si è ripetuta, ma è facile supporre che non è stata toccata la capacità operativa del gruppo, e un nuovo capo sarà presto trovato.
L’uranio francese del deserto

La "nazione" Tuareg attraversa diversi stati. Un po' come il Kurdistan
In Europa è tornato il dibattito sul nucleare. La Francia in capofila, seguita da alcuni paesi dell’Est – l’Ucraina è entrata in affari per la costruzione di una centrale in Russia – e, naturalmente, l’Italia.
Si sa anche, tuttavia, che l’uranio è in diminuzione e, quindi, il suo costo aumenta ogni anno. Come a rinverdire le speranze di coloro che approvano le centrali, e quindi le scorie nucleari, in Niger è stata inaugurata una nuova miniera del prezioso materiale. La seconda più grande del mondo, la più grande dell’Africa. In ogni caso, le stime sul costo del minerale comprendevano già questa nuova “scoperta”.
Il Niger è una democrazia multipartitica dal 1992. Da allora un paio di colpi di stato fino a quello del 1999, in cui la costituzione è reinstallata, i partecipati dei coup assolti. Il presidente attuale è Mamadou Tandja, al potere dopo le regolari elezioni del 2004.Nella sua carriera si conta un colpo di stato al primo presidente eletto, nel 1974, con cui strinse poi un accordo e si accontentò dell’incarico di ministro degli interni.
Il Niger sopravvive quasi esclusivamente grazie all’esportazione di materie prime. Che, di solito, si trovano nelle aree desertiche del nord, al confine, o proprio dentro, il Sahara meridionale.
Le popolazioni che vivono in quelle aree sono i Tuareg, sparsi lungo tutta la fascia del deserto ma con una caratteristica fondamentale: sono nomadi, per le ovvie circostanze ambientali.

Cartina del Niger con la zona della miniera, a nord del paese
Tuttavia, reclamano parti di territori come propri. Non hanno residenza fissa, oppure parzialmente, tuttavia i governi centrali si impongono nelle aree dove abitano sfruttando le terre e specialmente la popolazione locale. Che, infatti, è composta anche di Tuareg.
Il Niger, ex colonia francese, ha vietato la pratica centenaria della schiavitù solo nel 2003. Ma così come era stato fatto nell’800, uno sfruttamento così radicato non smette di punto in bianco. Organizzazioni anti-schiavitù dicono che migliaia di persone vivono ancora in soggiogamento.
Nel 2007 è stata lanciata una nuova ribellione tra i Tuareg contro il governo centrale della capitale Niamey. E’ stato scoperto nella zona di Agadez, prevalentemente di questa etnia, uno dei più grandi giacimenti di uranio mai visti. In realtà i Tuareg in Niger non hanno mai chiesto l’indipendenza, ma solamente una fetta dei profitti ricavati. Un loro diritto, prendendo anche in considerazione l’inquinamento del territorio che le miniere portano con sé, oltre al forzato insediamento di migliaia di lavoratori da tutto il paese.

Il presidente Mamadou con l'alter-ego cinese. La Cina si fa di anno in anno più interessata alle materie prime africane.
Martedì il presidente Mamadou ha incontrato i ribelli e inaugurato la miniera. Ai primi ha detto che se deporranno le armi darà loro un’amnistia generale. Non ha parlato di come dividerà i profitti, se aumenteranno ancora di più la corruzione endemica della società lasciando ancora e sempre più povere la popolazione.
Ma se è tanto povero il governo chi ha costruito la miniera? Una compagnia mineraria francese, la Areva.La Francia, infatti, tiene le mani ben stretta sulla sua ex-colonia, perché da lei dipende il rifornimento per le numerose centrali nucleari sul suo territorio, anche in vista della salita dei prezzi previsti per il minerale. Guerriglia o meno. Diritti o meno.
E l’Italia? Se si vogliono costruire centrali nucleari, l’uranio lo prenderemo dalla Francia? Tanto vale acquistare direttamente l’energia, come già facciamo d’altronde.
-
Archivi
- Novembre 2009 (2)
- Ottobre 2009 (6)
- Settembre 2009 (9)
- Agosto 2009 (4)
- Luglio 2009 (14)
- Giugno 2009 (26)
- Maggio 2009 (15)
- Aprile 2009 (6)
- Febbraio 2009 (11)
- Gennaio 2009 (18)
- Dicembre 2008 (11)
- Novembre 2008 (4)
-
Categorie
-
RSS
Ingressi RSS
Commenti RSS



